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Er Granata

Tempo di lettura: 4 minuti

E’ estate, siamo negli anni ottanta a Roma e lui sta tornando in città nella prima mattinata luminosa ma non ancora torrida, lungo la grande strada alberata che dal mare conduce al centro. Il traffico inopinatamente scorre fluido e sul controviale ci sono ancora poche macchine. Ottimo! Come sempre accade ha parlato troppo presto, dallo stradone centrale sbuca d’improvviso da sinistra un’auto che gli taglia la strada, solito tentativo di evitarla con cambio di corsia e frenata ma è tutto inutile. Colpito!
Uffa, adesso chissà che ora si farà. Scendono tutti e due dalle auto, ambedue soli alla guida.
Ma l’incosciente è davvero un bel tipo: canottiera, carnagione scura, (abbronzato?), pantaloni corti e ciabatte ed un fisico importante nettamente più alto di lui; andiamo bene!

Ognuno si guarda i propri danni prima di iniziare la solita discussione su chi avesse ragione e su chi non avesse rispettato il codice; di certo l’auto del tipo aveva pochi danni che per di più si erano nascosti in mezzo ad una notevole serie di graffi e bozzi che ornavano il vecchio macchinone mentre lui aveva praticamente una fiancata sfondata, la sinistra, che quasi non si chiudeva più. Uffa, speriamo non faccia storie.

La chiacchierata per fortuna è sorprendentemente tranquilla, il tipo strano è quasi arrendevole, dimesso, ammette il suo errore ma dice di non avere assicurazione. Uffa! siamo alle solite. E allora che si fa, bisogna chiamare i vigili. Il tipo chiede di evitare ma dice che è disposto a pagare in contanti il valore della riparazione lasciando a lui la scelta del carrozziere, qualunque sia la cifra. E vai, ecco la fregatura.

Con aria molto tranquilla il tipo si presenta e dice di essere Er Granata, il soprannome con cui a Ostia lo conoscono tutti e di stare ogni giorno sulla spiaggia tra gli stabilimenti del Kursaal e di Pino al Mare dove c’è la sua attività. Lui potrà trovarlo lì quando vuole per farsi pagare il costo della riparazione.

Che fare? E’ un rischio oppure la sua tranquilla espressione va presa in considerazione? Di certo se chiama i vigili e la mette sul piano legale chissà fra quanto tempo prenderà i denari, e se li prenderà, dato il tipo che non sembra avere molti beni a suo nome… Er Granata.

Ok rischio da correre; faccio fare il preventivo dal carrozziere e vengo a Ostia per i soldi, però come ti avverto prima così che puoi procurarteli per quando arrivo? Dammi un numero di telefono. Non c’è problema, vieni quando vuoi: i soldi ci sono e mi trovi di certo, chiedi d’Er Granata.

I due si lasciano ma il dubbio resta: sono caduto nella trappola, mi ha fregato, e dove lo trovo io Er Granata, di sicuro non esiste lui come non esiste la sua attività tra quei due stabilimenti.

A casa chiama l’amico poliziotto a cui racconta brevemente la storia: sei completamente scemo, ti rendi conto nelle mani di chi ti sei messo: Er Granata, uno dei boss della malavita di Ostia! Sei sicuro che non ci fossero a bordo o in altre auto i suoi scagnozzi? Certo che lo trovi a Ostia, tutti lo conoscono, la sua attività sulla spiaggia è solo la copertura dei suoi loschi traffici.

Lui, ancora una volta, si sentì perso non solo per i soldi della riparazione ma perché Er Granata si era scritto i suoi dati, sapeva dove abitava. Uffa! Che faccio? L’amico gli consigliò di fare lo stesso il preventivo e di andare, non da solo, ad Ostia a chiedere i soldi e si offrì di accompagnarlo senza qualificarsi.

Così qualche giorno dopo lui ed il suo amico poliziotto si avviano verso la spiaggia di Ostia, quasi a mezzo giorno raggiungono la spiaggia e si infilano sull’arenile tra i due stabilimenti indicati; c’è la solita folla estiva di Ostia e loro, in abiti da città, si avviano verso una costruzione in paglia vicino alla duna. Sapete dove posso trovare Er Granata? Sta la dietro, arriva tra poco ed infatti dopo poco, lo strano tipo compare sulla spiaggia praticamente abbigliato come il giorno dell’incidente; l’unica differenza è che ora la sua carnagione risulta decisamente abbronzata. Lui si fa avanti per avvicinarlo e subito accanto a lui due tipi simili al loro capo, in canottiera anche loro si mettono ai suoi lati in attesa di un suo cenno. Si avvicina anche l’amico poliziotto ma con un movimento molto più tranquillo e rilassato. Er Granata guarda lui da lontano e lo fissa senza dare segno di averlo riconosciuto. Eccolo là, fa finta di non riconoscermi, arriva la fregatura.

Passa qualche istante e lui a voce alta, sull’arenile, gli dice di essere quello dell’incidente d’auto. Intanto gli altri due, appena ha alzato la voce, hanno ridotto ancora di più la distanza da lui, sono quasi a contatto. Ancora qualche istante, Er Granata ha sentito e si vede che sta cercando di ricordare ma il caldo e la situazione fanno uscire qualche goccia di sudore sulla fronte dei due in abiti da città: preoccupazione o addirittura paura? Finalmente Er Granata fa un cenno ai due e dice a lui di venire su: si è ricordato.

Il resto scorre via facile, si avvicina, gli fa vedere il preventivo del carrozziere e lui ci butta un’occhiata quasi distratta mentre dalla tasca dei pantaloncini tira fuori un rotolo di banconote assurdo. Er Granata legge di nuovo la cifra e con calma srotola le banconote, paga tutto senza battere ciglio anzi dice che gli dispiace averlo fatto venire sino lì.

Loro salutano e se ne vanno via sull’arenile mentre i due scagnozzi li tengono d’occhio.

E l’amico: non ti azzardare più a tamponare Er Granata!

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