
Vita privata e psichiatria
La vita della psichiatra Lilian Steiner (Jodie Foster) cambia quando scopre che una sua paziente si è suicidata. Inizia così il film Vita Privata di Rebecca Zlotowski. Lilian scopre, inoltre, un forte astio nei suoi confronti da parte del marito della donna e della figlia che sembrano accusarla. La psichiatra non ricorda le ultime sedute, in effetti le capita di non ascoltare i suoi pazienti, per cui li registra.
Ascoltando una registrazione ritiene che la morte di Paula nasconda un omicidio e sospetta prima della figlia di lei e poi del marito. L’uomo per di più, scopre che ha una relazione con un’altra donna.
Lilian convince il suo ex marito (Daniel Auteuil), un oculista che ancora la ama, a svolgere delle indagini con lei. I due seguono il vedovo di Paula in una casa in campagna e con un escamotage entrano per recuperare un minidisco di una seduta, minidisco che è stato rubato nello studio messo a soqquadro da ladri che per di più hanno tracciato una svastica di fianco alla porta.
Ma la ricerca dell’assassino si arena e si incrocia con altri segmenti di narrazione, ad esempio il gelido rapporto che Lilian ha con il figlio appena diventato padre ed entusiasta del suo piccolo che lei ignora. Oltre che l’accusa di un paziente che ritiene improduttiva l’analisi con lei, costata anni di sedute e ben 32mila euro quando con 500 da una ipnotista ha risolto il suo problema di dipendenza dal fumo.
Lilian donna rigida, integerrima, per nulla empatica e con controllo totale sulle cose comincia a dubitare di sé stessa e entra in crisi. Decide anche lei di provare con l’ipnosi. Nulla è più diverso da lei che l’ipnotista da cui si reca, Lilian è una donna intellettuale dell’upper class parigina, l’ipnotista vive in un quartiere periferico, si presenta in tuta, è vistosa. Eppure sarà quest’ultima ad avere la meglio nell’insinuare il dubbio nella ‘collega’ borghese facendole rivivere le paure che la bloccano.
A questo proposito la regista in una intervista afferma: «Mi piaceva affrontare l’antagonismo tra psicanalisi e ipnosi. C’è la psicanalista seria, elegante rappresentante della borghesia parigina che guarda con un certo snobismo la donna che pratica l’ipnosi, una sorta di estetista con le unghie lunghe laccate e la tuta. Ma questa donna la costringe a mettere in discussione anche il proprio snobismo. C’è anche la relazione tra cinema e psicoanalisi. Io ho scelto di fare la regista e non la psicoanalista. O di praticare l’ipnosi».
Vita privata è un giallo psicologico basato sulle ossessioni di Lilian che indagando come una detective in realtà indaga dentro di sé. Nonostante la bravura di Jodie Foster e di Daniele Ateuil, si ha l’impressione che la storia abbia molti inciampi e divagazioni. Tutto riporta alla fine alla frantumazione delle certezze di Lilian e alla sua riscoperta dell’empatia. Come dice la canzone iniziale dei Talking Heads Psycho Killer, la lotta è interiore.
Trailer del film:
https://www.youtube.com/watch?v=GzGea4F_PY8



