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Ebano

Tempo di lettura: 2 minuti

La giornata è di sole ma la temperatura è gradevole. Sono seduto col mio libro in un baretto sul lungolago gardesano. Sto aspettando che le mie due cucciole escano da scuola e mi raggiungano per mangiare un boccone. Sono volutamente in anticipo per godermi la bella vista e la calma di un giorno infrasettimanale senza l’affollamento del fine settimana o del periodo delle vacanze. Unici altri avventori due vecchini, entrambi stupendamente bianchi di capelli, che stanno discutendo con la giovane e graziosa gestrice del locale che sta spiegando loro che lì non si fa servizio al tavolo ma si deve aspettare che venga chiamato il proprio numero e ritirare la comanda al bancone. Fanno tenerezza nella loro, almeno apparente, sprovvedutezza ma, soprattutto, per la loro assoluta complicità.

Mi rimetto a leggere il mio libro: “Ebano” di Ryszard Kapuscinski (1932-2007 ).

La storia:

L’ autore è un reporter polacco che ci racconta, attraverso le sue esperienze di vita vissuta in decenni, un’ Africa al di fuori dagli schemi convenzionali, dagli stereotipi e dai luoghi comuni.

I vari capitoli sono in realtà dei diari veri e propri in cui Kapuscinski ci racconta le sue avventure fuori dai circuiti turistici, abitando negli slum più poveri e raccontando delle persone che li ci vivono. Storie di povertà dove una tanica di plastica diventa un lusso e una ricchezza. Il tutto narrato con la lucidità e penetrazione dello scrittore affabulatore.
Un libro super coinvolgente che vi consiglio con tutto il cuore.

Intanto, come una nemesi, mentre i due vecchini se ne vanno a braccetto, si incrociano con le due cucciole che arrivano urlando a passi di danza.
Fine della tranquillità.

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