Skip links

La bambola di porcellana

Tempo di lettura: 2 minuti

La vera, vera verità è che, quando ho acquistato “La bambola di porcellana”, mi sono fatto catturare dalla copertina, pensando di trovare una storia di geishe o comunque una storia o cinese o giapponese. Ho ritrovato, invece, una bellissima, e ripeto bellissima, storia che si svolge in parallelo nei tempi odierni e in un periodo che va dal 1915 all’attualità attraversando la rivoluzione russa, la seconda guerra mondiale la glasnost e quello che le è seguito.

Da una parte troviamo Rosie che alla morte della madre, che mai le raccontato del suo passato, si ritrova, come eredità, una collezione di bambole e un quaderno di fiabe scritte in cirillico che le fa scattare un desiderio di comprensione del passato della sua famiglia. L’occasione le sarà fornita dall’ incontro con uno scrittore, Aleksej Ivanov, autore di un celebratissimo libro, “L’ultimo bolscevico”, che le propone di accompagnarlo a Mosca per assisterlo in una sua ricerca di una donna del suo passato.

Dall’altra c’è la storia di Tonja, giovane sposa di un rampollo di una ricca famiglia di Pietroburgo, siamo nel 1915, che incontra Valentin, un appassionato bolscevico, e per lui abbandona la sua vita di agi e di certezze.

Le due storie si intrecciano indissolubilmente creando una sinfonia che riecheggia i grandi classici della letteratura russa come “Anna Karenina” e il più recente “Arcipelago Gulag”.

L’autrice, Kristen Loach, cresciuta nella West Coast, laureata in storia e con un master in studi slavisti a questa opera prima ha fatto seguire “La vedova di Hong Kong”.

Assolutamente da leggere.

Explore
Drag