
Le delizie della signorina Ashikawa
Certo che, se il buon giorno si vede dal mattino, non mi pare che questo 2026 sarà una passeggiata: Ucraina, Gaza, Venezuela, Iran e, ciliegina, Crans Montana non fanno presagire un anno di serenità e di pace.
La forza contro il diritto; l’ipocrisia, la menzogna e l’opportunismo contro la verità e la compassione; l’apparire contro l’essere consapevoli nella realtà: questi sono gli araldi di questo nuovo anno, di questo nuovo mondo.
Quando dico “mala tempora currunt“, in realtà, do una visione rosea di quello che sta accadendo, dal momento che più si va avanti e più le cose peggiorano.
Vabbè veniamo ai consigli di questa settimana:
Il libro è “Le delizie della signorina Ashikawa” di Takase Junko che è una delle autrici più interessanti della letteratura giapponese contemporanea. Qui si racconta della strana relazione tra Nitani, impiegato modello in una grossa compagnia di Tokyo, schifato dal cibo, e della sua collega, la signorina Ashikawa, appunto, che è, invece meno attenta alla carriera e sopperisce alle sue mancanze sul lavoro con la gentilezza, la simpatia e soprattutto con le sue torte e i suoi dolci. La trama è intrigante; le diverse visioni della vita sono molto bene tratteggiate: 118 pagine leggibilissime compreso il glossario che finalmente spiega cosa sono quei nomi strani che si leggono nei menù dei ristoranti giapponesi.

Altro consiglio: una divertente serie Netflix “Younger”: una quarantenne neo separata con una figlia diciottenne si finge ventiseienne per ottenere il lavoro in una casa editrice. Amori, amicizie, lavoro si mescolano in una situation comedy molto gradevole. Ve la consiglio per un po’ di divertimento e buon umore.

Da ultimo la serie Netflix “Dark winds”: un tenente della polizia tribale della nazione Navajo risolve casi intricatissimi nel territorio della Monumenti Valley: intrigante, profondo, con anche una interessante visione delle problematiche che incontrano il popolo dei nativi americani. Da vedere assolutamente.

In attesa dell’ invasione di Tai Wan e della Groenlandia vi auguro un buon 2026.


