
Umberto Orsini: verso quel “temporale”
Inverno. Un attore è seduto al buio in camerino. Entra l’assistente, accende la luce e si sorprende: “Ma è già arrivato?”. Lui risponde seccato: “Certo, l’albergo è freddo, conosco il teatro, sapevo che aveva i camerini caldi e sono venuto qui”.
Si apre così Prima del Temporale, che ha inaugurato a fine giugno la 68esima edizione del Festival dei Due Mondi di Spoleto, ora al Teatro Grassi di Milano e poi in tournée in tutta Italia.
È Umberto Orsini, 91 anni straordinari, a portare in scena il ritratto di un attore giovane da vecchio.
Tutto si svolge in quel camerino di teatro dove lo aspetta l’ultima replica del Temporale di Strindberg. Con un rovesciamento della percezione del tempo, Orsini si ritrova a rivivere alcuni momenti della propria vita. Ricordi anche marginali di una giovinezza antica che ancora si porta dentro.
Il teatro che si sta animando – tra poco Orsini andrà in scena – diventa il pretesto dell’attore per aggirarsi e dialogare con i fantasmi del passato in un mescolarsi senza logica temporale, dove un suono ne evoca un altro, una risata riporta a un momento di gioia, un lungo silenzio a una perdita lontana.

È la sua storia. Il viaggio a Roma da Novara, dove Orsini è nato, con 20.000 lire in tasca, l’incontro inatteso sul treno con Orson Welles, la pensione economica dove dormire, il provino con L’uomo dal fiore in bocca di Pirandello che 70 anni fa lo vede ammesso all’Accademia di arte drammatica Silvio D’Amico e gli cambia la vita.
E poi le copertine dei fotoromanzi, il grande cinema, gli sceneggiati, il teatro, sempre protagonista. I grandi amori per donne bellissime, tra tutte Rossella Falk ed Ellen Kessler (“Mi dicevano, Orsini lei è il fidanzato delle gemelle Kessler, e io rispondevo sì, ma solo di una” racconta sorridendo). E ancora, gli incontri con Luchino Visconti, Franco Zeffirelli, Luca Ronconi. L’amicizia fortissima con Corrado Pani, con lui ne I fratelli Karamazov televisivi; con i compagni di Accademia Gian Maria Volontè e Giancarlo Giannini; con La Compagnia dei Giovani con la Falk, Romolo Valli, Giorgio De Lullo.
C’è tutta una vita sul palco. Si assiste al lungo viaggio verso quel “temporale” che viene vissuto come un’ultima meta non ancora raggiunta ma appena rimandata. Orsini si lascia guidare dal regista e coautore Massimo Popolizio con la fiducia del vecchio attore che affida alla discrezione del più giovane il compito di raccontare frammenti della sua esistenza e la storia del nostro Paese dal dopoguerra a oggi.

Ha detto Umberto Orsini nel presentare lo spettacolo: “Il titolo Prima del Temporale testimonia un progetto che da tempo avevo in mente, allestire Temporale di Strindberg con la regia di Massimo Popolizio e nove interpreti, progetto azzerato dallo scoppio della pandemia di Covid. Massimo allora mi ha spinto a raccontare la mia vita, prendendo spunto dal mio libro Sold out (Laterza), ma riflettendo anche su episodi che in parte non sono nel libro, raccontandomi e dialogando con due figure tipiche del mondo teatrale, la sarta di compagnia e un addetto del teatro. Portare la mia età in scena è stata la scommessa più interessante”.
Scommessa vinta. In uno spettacolo che è emozione forte nel seguire Umberto Orsini ripercorrere la lunga strada che ha percorso fin qui. Con ironia e gioia, malinconia e qualche momento di tristezza. In attesa del temporale.
Prima del Temporale da un’idea di Umberto Orsini e Massimo Popolizio, con Umberto Orsini e con Flavio Francucci e Diamara Ferrero, regia Massimo Popolizio. Produzione Compagnia Orsini. Fino al 21 dicembre al Teatro Grassi di Milano, poi in tournée in Italia.
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Tutte le foto sono di Claudia Pajewski


