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Un rapimento in nome del sogno americano

Tempo di lettura: 3 minuti

Otto febbraio del 1977, Indianapolis, Tony Kiritsis, quarantaquattro anni, entra nella sede della Meridian Mortgage Company, una società di assicurazione e mutui, cerca il Presidente Hall.

In sua assenza, prende in ostaggio il figlio Richard. Tony gli lega al collo un cavo d’acciaio che è collegato al grilletto di un fucile a canne mozze. Comincia in questo modo Il filo del ricatto del regista Gus Van Sant.

Kiritsis chiede di avvertire il dj più famoso dello stato (“the voice of Indianapolis”) affinché diffonda la notizia. Vuole spettacolarizzare la sua vicenda, vuole che si sappia che è stato ingannato e rovinato dall’agenzia. Infatti, la Meridian Mortgage prima gli ha concesso un mutuo per comprare un terreno dove doveva sorgere un centro commerciale, poi, in maniera subdola, ha dissuaso i potenziali acquirenti, infine è subentrata allo stesso Kiritsis lasciando quest’ultimo sul lastrico.

Tony chiede alla Meridian un risarcimento di cinque milioni di dollari e al suo interlocutore delle forze dell’ordine di non essere accusato né processato, inoltre esige delle scuse personali e pubbliche da parte del Presidente Hall, responsabile della sua rovina.

Insomma, l’uomo si sente un po’ come Davide contro Golia e vuole fare la sua piccola rivoluzione utilizzando i media, allora soprattutto radio e tv, allora niente wireless, ma cavi ovunque a partire da quello telefonico.

Proseguendo con la storia, Tony Kiritsis riesce addirittura a spostare Richard dagli uffici della Meridian a casa sua e lo fa scortato da macchine della polizia e dei media accorsi.

Assistiamo a un lungo negoziato tra rapitore e forze dell’ordine, Fbi compresa, e Fred Temple, l’uomo “voice of Indianapolis”. Il caso esplode e viene trasmesso in diretta dalle tv locali che stazionano con i loro mezzi sotto il palazzo in cui vive Tony.

La negoziazione è lunga e Mr Hall senior (un istrionico Al Pacino), impegnato in una vacanza in Florida, rifiuta di scusarsi col rapitore del figlio anche se questo potrebbe metterne in pericolo la vita. Ma Tony non si ferma, il Presidente Hall dovrà ricredersi. Forte dell’attenzione suscitata nelle tv (è stato interrotto addirittura un film con John Wayne), continua la sua campagna contro lo strapotere della Meridian e indice una conferenza stampa.

Il filo del ricatto è la ricostruzione di una storia vera: il tentativo di un pover’uomo che ha visto andare in fumo i propri risparmi, il suo sogno americano, di cercare un ’rimedio’ contro le ingiustizie subite dagli speculatori.

Seppure super eccitato e in condizioni estreme, in Tony permane un fondo di umanità, lo si vede nel rapporto con la sua vittima: tra i due ci sono persino momenti di confessione e intimità. Sull’intera vicenda domina comunque un’ironia amara.

L’epilogo non è scontato e non possiamo rivelare di più. Il film, godibilissimo, va visto fino alla fine dei titoli di coda che riportano le immagini del fatto di cronaca che ha ispiratoGus Van Sant e trasmettono una canzone The Revolution Will Not Be Televised ovvero la rivoluzione non sarà teletrasmessa.

Trailer del film:
https://www.youtube.com/watch?v=1Zbmc-vRNak

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