
Si scrive shutdown, si legge capriccio del piccolo Donald
In America il blocco del traffico aereo sta arrivando al 20% del totale. Nella giornata di ieri, venerdì 7 novembre, non era ancora mezzogiorno quando risultavano cancellati quasi 1.000 voli dai cieli degli Stati Uniti. Altre migliaia di voli subiscono quotidianamente pesanti ritardi.
Il blocco si sente anche in Italia, in particolare tra i 4.000 lavoratori impiegati nelle basi militari americane che sono senza stipendio: i sindacati hanno chiesto un intervento del nostro governo.
Si chiama shutdown e significa blocco, appunto, ma diverso da quello che abbiamo conosciuto durante il Covid (lockdown: previsto per le misure di sicurezza pubbliche). Lo shutdown riguarda l’ambito politico ed economico ed è considerato per sua natura un blocco provvisorio.
In America sono due i shutdown venuti alla ribalta per i tempi e numeri record, senza precedenti: il primo con la passata amministrazione Trump con la durata di 35 giorni totali, e il presente che l’ha superato ampiamente con un nuovo primato che ancora non vede la sua fine con un disagio per milioni di lavoratori dell’amministrazione pubblica americana che non percepiscono lo stipendio, molti dei quali si stanno rivolgendo alle associazioni di solidarietà per tirare a campare.
La causa del tutto è da farsi risalire al mancato accordo del Congresso americano sul piano finanziario del governo il primo ottobre. Il governo intendeva far passare un piano che includesse importanti tagli alla sanità che, come si sa, in America è già poco affine alle classi meno abbienti. L’opposizione democratica ha condizionato l’approvazione del piano generale al ritiro dei tagli alla sanità e su questo l’irrigidimento governativo che ha messo in stallo la situazione creando per la seconda volta un blocco di tutta l’amministrazione finanziaria, con l’accusa ai democratici di esserne causa. Diciamo che è una di quelle vicende dove il bullismo trumpiano mostra la corda.
La situazione peggiora ogni giorno per milioni di dipendenti federali che hanno già perso un paio di stipendi e si rivolgono alle casse di disoccupazione e le banche alimentari. Alla fine di questo mese, se le condizioni non cambieranno, saranno quasi 5 milioni gli stipendi mancanti (un valore di oltre 20 miliardi di dollari) tra i lavoratori delle amministrazioni pubbliche, forze armate incluse: un’enormità sociale frutto di un braccio di ferro in perfetto stile trumpiano.
Seguo alcune pagine dei social dedicate alle arti marziali in virtù di una mia vecchia passione per l’Aikido in particolare. Proprio ieri ho visto una scena che appariva proprio come una esemplificazione del modo tipico del Donald Trump. Sul tatami si stavano per affrontare una bimba e un bimbo per sperimentare alcune tecniche di difesa. Il maestro ha invitato i due al saluto rituale. La bimba con un bel sorriso ha porto la mano al maschietto che l’ha presa strattonandola facendosi richiamare dal maestro. Dopo un primo attacco rude del bimbo sicuro di atterrare subito la femmina, la stessa ha reagito applicando una tecnica perfetta capovolgendo gli effetti dell’aggressione mettendo le spalle a terra del bimbo immobilizzato.
Rialzati da terra, il maestro ha preso i polsi dei ragazzini rivolgendo al cielo quello vincente della bimba ancor più sorridente, mentre il maschietto arrabbiatissimo piangeva a dirotto in preda ad un capriccio ben meritevole di quel gesto educativo che, forse, anche all’attuale presidente degli Stati Uniti è mancato a suo tempo.



