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La piccola grande arte

Tempo di lettura: 3 minuti

Ho sempre percepito l’arte e gli artisti come la più alta espressione spirituale laica dell’umanità. Non mi riferisco necessariamente alle opere grandiose e importanti che sono disponibili nei musei e nelle gallerie di tutto il mondo, piuttosto ho una simpatia commossa per quelle piccole e anonime realizzazioni artistiche che spesso troviamo lasciate su un gradino di una strada cittadina, oppure ai bordi di una spiaggia o lungo il sentiero di un bosco silenzioso.

Un sasso dipinto disponibile per il passante che lo raccoglie con un sorriso, una girandola fatta di canne di bambù che respira animata dal vento del mare, una composizione di legni secchi che assomigliano così tanto ad un rapace notturno alla soglia di una faggeta… Qualcuno per realizzare queste opere, gratuite e non richieste eppure offerte al cuore del caso, ha messo il meglio di sé per compiere un gesto artistico che davvero migliora e cura il mondo.

Foto dell’autore dell’articolo – Marina di Bibbona

Non è una novità, la cosiddetta “Land Art” è un movimento d’arte contemporanea nato negli USA alla fine degli anni ’60 che dichiarava di liberare la creatività artistica dalla museificazione. Sembra una velleità di quegli anni, tuttavia è pur una grande verità: la cura e la valorizzazione anche economica dell’opera artistica, alla fine è anche conservazione asettica, sterile e cristallizzata con il privilegio, eventualmente, di possederla. La land art, la street art, o più genericamente la pop art spontanea hanno il valore dell’impermanenza, della gratuità, dell’assenza di possesso. Il sasso dipinto forse passerà di mano in mano, il dipinto nella fessura del muro presto sarà riparato, la costruzione di frasche nel bosco si disseccherà e il vento la spargerà tra le foglie.

Una call in alta Brianza rivolta agli artisti di Land Art – N la Rivista della Natura

Ed è questo il grande fascino, come dipinti dei monaci buddisti, i mandala di sabbia colorata, creati con grande cura del dettaglio e lunghe ore di lavoro che appena terminati e contemplati, si distruggono come meditazione sull’impermanenza. Si tratta di gesti che cambiano il mondo per un tempo piccolo manifestando una grande generosità umana.

Ladakh, India, 19.08.2025: Buddhist monks creating traditional sand mandala inside Tibetan monastery



Quando vedo lungo un torrente, o in riva al mare, oppure sulla cima di un monte un mucchio di sassi sovrapposti in equilibrio precario, provo una grande ammirazione per chi l’ha costruita necessariamente trovando in se stesso la calma e l’assenza di pensiero necessari per ottenere quel risultato così fine e ottimista.

Stimolare la creatività in mezzo alla natura? Grazie al fotografo e artista britannico Richard Schilling

Anche stamattina, lungo la mia passeggiata in pineta, in riva al mare, trovando questa piccola opera capace anche di suonare col vento di Libeccio, ho ringraziato lo sconosciuto e anonimo artista che l’ha realizzata.

Foto dell’autore dell’articolo – Marina di Cecina
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