
Sciatteria di lusso e di miseria
«Faites gaffe à la mousse! Faites gaffe à la mousse!», (fate attenzione alla schiuma!). L’urlo del pizzaiolo si sente in un video di capodanno al Constellation di Crans Montana (CH): un video del 2019!
La scena è identica a quella dell’ultimo capodanno, quello della strage di Teen Agers che ha riempito i notiziari del nuovo anno: identiche le bottiglie, le fiammelle e il soffitto di schiuma (la mousse) fonoassorbente e infiammabile. Sorvolando su tutto quanto è già stato detto e scritto sull’evento drammatico, qui colpisce la sciatteria che trasuda da molti particolari della vicenda tra i quali l’evidenza che quella schiuma e le fiammelle non potevano convivere, e i gestori del locale lo sapevano da molti anni.
La sciatteria di lasciare i rischi nel dominio delle circostanze più o meno fortunate; la sciatteria di sacrificare una via d’uscita per risparmiare personale; la sciatteria di impiegare persone addette alla sicurezza capaci solo di selezionare gli astanti per come sono vestiti ma incapaci, sciatti a loro volta, di far qualcosa di utile in caso d’emergenza; la sciatteria, nel bel mezzo della tragedia, di levarsi in fretta di torno con i soldi della cassa. Il tutto in una stazione sciistica di lusso, costosa e molto ben frequentata.
Certo, ci saranno indagini e, data la Svizzera, è probabile che sortiranno con responsabilità e pene. Tuttavia, questa sciatteria così tragica pare così normale quando è sempre e solo il denaro l’unica priorità.

Se il contrario di sciatteria è cura, guardandoci intorno travalicando anche tutti i confini, potremmo concludere che il mondo intero, o quasi, ha perso il senso della cura. Forse è il male del secolo che si esprime con una sottovalutazione catastrofica delle condizioni climatiche conseguenti alla mancanza di cura nell’agire umano; con il bullismo generalizzato tra i giovani delle città e tra gli imperatori del mondo che non conoscono la cura nella relazione con gli altri (persone, stati, popoli), ma solo la priorità unica dei propri interessi e obiettivi; con il trattamento di temi complessi come le migrazioni in pura chiave sicuritaria, ovvero, senza provvedere con una cura sociale necessaria ma illudendosi che sia possibile usare la violenza e i muri per ottenere un qualche risultato che comunque non si conseguirà mai.
Si chiama Souji in Giappone l’attività di pulizia che tutti, fin da bambini, piccoli svolgono insieme nei luoghi condivisi per lavoro, ricreazione, studio, pratica sportiva. Souji è da tutti ritenuta molto importante non solo per ottenere un ovvio godibile risultato, ma, soprattutto per sviluppare responsabilità e collaborazione nel senso del bene comune. E poi, a proposito di capodanno, c’è Ōsōji, una tradizione antichissima da farsi risalire al periodo Heian (794-1185) rimasta invariata per il suo insegnamento sempre attuale: svolgere insieme e molto in profondità le pulizie di casa a fine anno per lasciare il passato alle spalle, per aprirsi a nuove opportunità. Naturalmente si tratta di una pulizia straordinaria, profonda tendente alla perfezione. Quest’usanza nipponica porta con sé un chiaro significato intrinseco: pulire per dare spazio ad un nuovo inizio, purificando gli ambienti nei quali viviamo con un momento di dedizione personale per accogliere tutte le energie positive che il nuovo anno offre. Una pratica che induce a riflettere sugli errori passati per imparare da essi e iniziare una nuova vita eliminando scorie materiali e spirituali, purificando l’ambiente, i corpi, le menti, gli spiriti.
In questi giorni di cronaca inquietante, di sciatteria universale, mentre la più grande democrazia del pianeta si ritira da 66 trattati e organizzazioni multilaterali e il suo presidente dichiara che l’unico limite al suo potere è la sua moralità (che tutti abbiamo imparato a conoscere – citofonare Epstein), beh, dedichiamoci all’esercizio della cura: di noi stessi, delle nostre relazioni, del nostro linguaggio, dei gesti e delle nostre azioni quotidiane. Magari facendoci ispirare dalle parole di Franco Battiato che anni fa, parlando di “La cura”, una delle sue più belle canzoni disse:
«E’ una canzone che ha un quid insondabile di ispirazione. C’è una grande differenza tra il comporre canzoni come mestiere e avere ispirazioni. La Cura è una di quelle che è arrivata come da una cellula superiore. È arrivata come una piccola luce a toccarmi e mi è bastata per scrivere questo pezzo. Una cellula di amore veramente universale».
VIDEO: Franco Battiato – “La cura”:
https://www.youtube.com/watch?v=cLJp-YJeuzc&list=RDcLJp-YJeuzc&start_radio=1
Associazione Culturale Giappone in Italia (sui tempi sopra trattati):
https://www.giapponeinitalia.org/2024/04/osouji-la-pulizia-dellambiente-e-dellanimo/#:~:text=Osouji%20%E5%A4%A7%E6%8E%83%E9%99%A4%20significa%20letteralmente%20%E2%80%9Cpulizia,che%20il%20nuovo%20anno%20prospetta.&text=Questa%20tradizione%20antichissima%2C%20che%20risale,nel%20corpo%20e%20nella%20mente.


