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Riscaldamento globale e piccole abitudini quotidiane

Tempo di lettura: 3 minuti

Negli ultimi decenni si parla sempre più spesso di riscaldamento globale, fenomeno che in climatologia è definito come mutamento del clima terrestre, originato già a partire dalla fine del XIX secolo e tutt’ora è in corso. Questo attuale problema è caratterizzato in generale dall’aumento della temperatura media globale e da fenomeni atmosferici ad esso associati. Si parla nello specifico di eventi come le alluvioni, la siccità, la desertificazione, lo scioglimento dei ghiacciai e l’innalzamento del livello degli oceani. Ma a queste cause naturali si aggiungono anche quelle antropiche, causate appunto dall’agire umano. Si tratta di attività legate all’uso dei combustibili fossili, alla deforestazione, all’utilizzo di fertilizzanti azotati e alle pratiche degli allevamenti intensivi.

La problematica è globale e molto ampia, ma osservando più da vicino il fenomeno e zoomando su un’area particolarmente colpita e più allarmata, troviamo l’Europa. E chi lo avrebbe mai detto?

Ebbene sì, pensate che l’Europa, con 2,5 gradi in più rispetto all’epoca preindustriale è il continente che si è scaldato di più negli ultimi 5 anni, raddoppiando il resto del mondo, che si è scaldato in media di 1,4 gradi. Solo l’Artico fa eccezione, registrando un aumento ancora più alto (+3,2 gradi), per le dinamiche accelerate di fusione dei ghiacciai. Dunque il vecchio continente risulta ben oltre il tetto fissato dall’accordo di Parigi sul clima di 1,5 gradi e tale allarmante situazione è emersa nel report “Lo stato europeo del clima 2025”, appena presentato dagli oltre 100 scienziati del Centro Europeo per le previsioni metereologiche a medio termine (ECMWF) e dell’Organizzazione mondiale della meteorologia.

Immagine Depositphotos

Ma perché l’Europa si scalda sempre più in fretta? Innanzitutto, rispetto ad altri continenti, abbiamo una quantità maggiore di terre emerse che assorbono più radiazione solare. Inoltre Samantha Burgess, vicedirettrice del Copernicus Climate Change Service, sostiene che stiamo pagando le conseguenze della nostra vicinanza con l’Antartico, che si è scaldato più velocemente nel corso del tempo. Quindi possiamo dire che la posizione geografica della nostra Europa non ci agevola affatto.

Le conseguenze del fenomeno del riscaldamento climatico sono di natura economica, sociale ed ambientale e risultano connesse tra di loro. Infatti, le temperature elevate alterano la distribuzione delle specie vegetali e animali, influenzando il loro comportamento e il loro ciclo di vita. Al tempo stesso la capacità degli ecosistemi di mantenere un equilibrio viene ridotta e ciò incide sulla redditività dell’agricoltura e dell’allevamento. Le ricadute si rivelano poi sul piano economico: settori produttivi e fondamentali per l’economia dei Paesi come quello dell’agricoltura, dell’allevamento e del turismo soffrono estremamente le condizioni climatiche non regolari.

Davanti a questi enormi fenomeni atmosferici e ambientali capita che ci sentiamo piccoli e impotenti, ma non demordete! Possiamo fare la differenza nella nostra quotidianità, compiendo delle scelte sostenibili e modificando alcune abitudini molto semplici:

  • Scegliere mezzi di trasporto sostenibili per gli spostamenti quotidiani
  • Privilegiare i viaggi in treno anziché i voli
  • Ridurre i consumi energetici in casa e nei propri ambienti di lavoro
  • Fare acquisti consapevoli di prodotti alimentari sfusi, di stagione e locali
  • Comprare solo se necessario valutando alternative come beni di seconda mano
  • Separare correttamente i rifiuti secondo le direttive del proprio comune
  • Interessarsi alle attività per l’azione climatica locali

Parlando del cambiamento climatico non possiamo non fare riferimento al fenomeno degli incendi boschivi, soprattutto dato che ci stiamo avvicinando alla stagione estiva. Occorre infatti ricordare che la probabilità che si generino incendi causati dall’eccessivo caldo è molto alta!

Anche qui la prevenzione passa attraverso le nostre piccole azioni come evitare falò sulla spiaggia, i parcheggi per auto e moto vicini all’erba secca, o gettare i mozziconi di sigaretta negli appositi cestini.  bisogna stare attenti alle azioni che compiamo noi e le persone attorno seguendo dei semplici gesti.

Mentre i ghiacciai si ritirano e i termometri registrano record storici, la vera domanda non è più quando il pianeta cambierà ma quando cambieremo noi. Quale terra vogliamo consegnare a chi nascerà domani: un pianeta ostile e impoverito o una casa ancora capace di ospitare la vita e il futuro?

Fonti:
https://www.focus.it/ambiente/ecologia/clima-l-europa-nella-morsa-del-caldo

https://unric.org/it/che-cosa-sono-i-cambiamenti-climatici

https://it.wikipedia.org/wiki/Riscaldamento_globale

https://climate.ec.europa.eu/climate-change/consequences-climate-change_it

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