
Il polmone del mare: Rhizostoma pulmo
Si sta avvicinando l’estate e come ogni anno il mio pensiero va a tutte quelle povere creature marine innocue e indifese, disturbate e torturate da persone che pensano di essere padroni della spiaggia. Spesso infatti l’uomo, nella ricerca della comodità e dell’ambiente privo di elementi che possono infastidirlo, lo modifica a suo piacimento, non comprendendo che sta accedendo ad un habitat che non è il suo. Sicuramente anche voi vi sarete imbattuti in questa crudele e triste realtà e vi sarete sentiti impotenti come me. Nelle mie esperienze estive mi è capitato più e più volte notare adulti o bambini uccidere una medusa solo perché a loro parere si era avvicinata troppo a riva. Sebbene mi fossi imposta spiegando loro che quello che stavano facendo fosse un reato, mi sono sentita presa in giro, come se fossi esagerata a difendere un essere vivente che a per loro è di serie B.

Nei nostri mari, uno degli abitanti più fondamentali per l’ecosistema è la medusa dal nome rhizostoma pulmo, conosciuta anche come “polmone di mare” o come “medusa barile”. È una scifomedusa appartenente alla famiglia delle rhizostomatidae ed è una delle specie più abbondanti e grandi del Mar Mediterraneo. Il suo soprannome “polmone di mare” è dovuto al suo caratteristico movimento pulsante che esegue per spostarsi ricordandoci un vero e proprio respiro.
Codesta particolare specie pelagica è caratteristica del Mar Mediterraneo ma è comune anche nell’Oceano Atlantico orientale e nel Mar Nero. La sua presenza e abbondanza sono aumentante decisamente negli ultimi 20 anni, soprattutto durante la stagione primavera – estate dove si può osservare spesso lungo le coste tra cui anche le nostre, formando dei banchi enormi. Pensate che ad aprile 2021 a Trieste è stata rilevata una fioritura di 40.000 meduse solo in un’aerea di un chilometro quadrato!
Ma ora andiamo a osservare nel dettaglio com’è fatta: questa medusa presenta un cappello semisferico opalescente che tende al trasparente e i suoi bordi sono sfrangiati blu-viola. Sotto al cappello abbiamo il corpo chiamato manubrio e costituito da otto prolungamenti di tessuto bianco-trasparenti, arricciato e grumoso, dai quali partono otto tentacoli allungati. Le creature più giovani tendono ad avere una colorazione più trasparente mentre gli adulti molto più opalescente. Per quanto riguarda le dimensioni possono raggiungere i 50 – 60 cm di diametro e i 10 kg di peso, tanto che se, se un certo numero di esemplari è intrappolato in una rete da pesca, codeste possono causare la rottura. Rappresenta la più grande medusa del Mediterraneo e pensate che nel 2019 è stato documentato un esemplare grande quanto una persona nei mari della Cornovaglia!

Queste specie è urticante ma non provoca gravi conseguenze. Tranne su soggetti particolarmente sensibili, il contatto con i suoi tentacoli provoca irritazioni che scompaiano in breve tempo, ma lasciando prurito e dolore fastidioso.
Una curiosità buffa è il rapporto di foresia, dal greco “trasporto”, che si crea tra questa medusa e il granchio sabbioso in cui questo esserino si attacca a lei con lo scopo di essere trasportato nel mare. Gli studiosi non hanno ancora capito la natura di tale meccanismo ma sicuramente entrambi ne traggano un vantaggio. Il granchio sabbioso non è l’unico a sfruttare la medusa rizhostoma: infatti alcuni studiosi hanno notato che varie specie di pesci tendono a nascondersi sotto di lei quando avvertono un pericolo, riuscendo a sviluppare una tolleranza ai tentacoli urticanti.
Tra i benefici che la medusa rizhostoma pulma porta nell’ecosistema marino evidenzio i seguenti:
- Il suo predare placton e larve di pesce permette di limitare la proliferazione di questi organismi che altrimenti danneggerebbero l’ecosistema.
- Essendo fonte di cibo di animali come le tartarughe marine, pesci luna e uccelli marini, garantisce la loro sopravvivenza e il sostegno della biodiversità.
- È un bioindicatore di cambiamenti ambientali come il riscaldamento climatico e l’inquinamento per cui i ricercatori attenzionano la sua presenza nei mari.
- Quando muore si decompone rilasciando il carbonio marino che va a depositarsi sul fondale, attraverso un processo che garantisce la regolazione del clima globale.
La mia speranza è che dopo aver letto il mio articolo abbiate compreso l’importanza di queste creature nei nostri mari e l’urgenza nel doverle proteggere. Sappiate che uccidere o maltrattare un animale oggi è un reato riconosciuto all’interno del Codice penale italiano, che prevede multe fino a € 30.000 o persino la reclusione. Mi raccomando se questa estate sulla spiaggia vi capita di vedere che qualcuno maltratta una medusa o qualsiasi essere marino fatevi avanti e chiedete aiuto al bagnino!
Fonti:
https://it.wkipedia.org/wiki/Rhizostoma_pulmo
https://worldrise.org/it/10-curiosita-su-rhizostoma-pulmo-la-medusa-polmone-di-mare
https://www.focus.it/ambiente/animali/che-meduse-ci-sono-questanno


