
Dal micro al macro a La California (di Bibbona)
Il primo luglio al Circolo ARCI a La California, Bibbona, via 25 Aprile 22 si è aperta una interessante mostra di immagini realizzate dai fotografi dilettanti Marco Cecconi e Marcello Fiorini, illustrata dal biologo Yuri Galletti. La mostra, informale come lo è stata la presentazione, definita fotografica-scientifica, rimarrà aperta fino al 12 luglio 2026 ed è visitabile gratuitamente tutti i giorni – tranne il lunedì – dalle ore 18,30 alle 24.00.
Il titolo dell’esposizione è “Dal micro al macro” ed ha come protagonista principale l’insetto impollinatore, ovvero tutte quelle creature, come le api, che sono così importanti per la biodiversità e la vita del nostro Pianeta.
Ne parliamo qui con Angelo Ferrara, Presidente di Legambiente Costa Etrusca, che ha promosso l’iniziativa insieme a ASC-APS Bassa Val di Cecina.

Come è nata l’idea di questa mostra?
«L’idea nasce e muove nella volontà di portare a conoscenza del grande pubblico un aspetto del Cambiamento Climatico e quanto riguarda tutti: l’estinzione degli insetti volanti».
Perché il circolo ARCI de La California?
«Situato tra la collina ed il mare ha un salone adatto ad ospitare le foto, un giardino dove poter chiacchierare o discutere serenamente nella frescura serale, delle cose viste… magari davanti a un bicchiere; la gentilezza e disponibilità degli associati lo rendono il luogo ideale per iniziare quella che consideriamo un’avventura che pensiamo avrà lungo respiro».
Davvero le api, così come altri insetti impollinatori, sono importanti per il micro e il macro della nostra vita?
«Il micro è rappresentato da un piccolo animale che passa da un fiore all’altro, il macro un frutto che può essere una mela o una pesca o un cocomero…»
In un territorio come la Maremma e la Costa Etrusca, com’è lo stato di salute di queste comunità di creature?
«Non abbiamo approfondito degli specifici aspetti locali, in generale possiamo dire che essendo la Toscana e la fascia tirrenica ricca di biodiversità se la cava meglio di altre regioni, però il continuo consumo di suolo, l’avanzare di monoculture agricole, la ricerca di maggiore affluenza turistica estiva non vanno nella direzione di cui ha bisogno il pianeta per contrastare la “crisi climatica” nella quale siamo già».

L’agricoltura, così significativa in queste zone, ha risposto ai richiami delle associazioni ambientaliste come la vostra, per la limitazione degli usi di pesticidi e in particolare dei nicotinoidi micidiali per gli impollinatori?
«La nascita del Distretto Rurale e Biologico della Val di Cecina, da pochi anni costituitosi, dimostra l’interesse e la presa di coscienza da parte del mondo agricolo: quindi localmente siamo sulla buona strada ma senza una vera presa di posizione a livelli governativi sia italiano che europeo ed un deciso divieto ai pesticidi non se ne esce! Va anche detto che il “mondo agricolo“ va protetto perché se lo costringo a rispettare delle regole per difendere la salute dei consumatori ma poi lascio circolare prodotti che provengono da altre nazioni dove non rispettano le stesse regole… siamo tutti sconfitti in partenza».

Cosa si vede in questa mostra? E perché è stata definita “fotografica-scientifica?”
«Fotografica perché l’attrazione viene data da bellissime foto che stupiscono per come la natura si dia delle forme e dei colori meravigliosi. Scientifica perché i cartelloni che condensano i dati riassumono studi e ricerche scientifiche».
Cosa possiamo fare tutti insieme per proteggere la vita degli insetti impollinatori e quindi la nostra?
«1) Acquistare frutta, verdure, ed altri prodotti da agricoltori che non usano pesticidi, diserbanti… a Km zero o quasi.
2) Non protestare se le Amministrazioni Comunali fanno meno tagli dell’erba (serve per far fiorire le piante e dar da mangiare agli insetti impollinatori)
3) Mantenere nei propri giardini o balconi piante con fioritura magari anche qualche casetta per insetti
4) Tutte le famiglie pagano la tassa per i Consorzi di Bonifica del loro territorio, informarsi delle loro attività e richiedere che anche i consorzi si impegnino per mantenere la biodiversità».

E come contribuire a contrastare il cambiamento climatico?
«Quattro punti fondamentali anche per questo:
1) Facendo pressione sui propri Sindaci per mantenere ed estendere le aree verdi in città, anche nelle piccole città!
2) Chiedendo ai propri Sindaci di applicare e diffondere le conoscenze sul risparmio energetico istituendo dei punti di informazione (anche, per esempio a livello di ATO, cioè tra più Comuni per dividere le spese)
3) Installando impianti fotovoltaici sulle proprie abitazioni o costituendo/aderendo alle Comunità Energetiche per accelerare la Transizione Energetica passando dalle fonti fossili (petrolio e gas) alle rinnovabili: sole, vento, geotermia. Ancora, i Sindaci possono fare molto installando impianti fotovoltaici su edifici pubblici, parcheggi pubblici, rendendo disponibile alle CER o ad eventuali investitori le aree pubbliche.
4) Facilitare la mobilità elettrica… pensiamo a quante famiglie hanno 2 auto e con una fanno pochi km al giorno…e il motorino?»
Legambiente è favorevole quindi alla costituzione di Comunità Energetiche locali?
«Certamente! Il nostro Circolo Legambiente ha supportato attivamente la formazione della prima Comunità Energetica Rinnovabile e Solidale della costa, che si è costituita il 12 settembre 2024. Si chiama CERS Alta Costa Etrusca, ha sede a Casale Marittimo ma raccoglie soci, produttori e consumatori, in un’area molto più ampia, inclusa la città di Cecina. Stiamo invitando anche i Comuni a farne parte,ma anche a crearne altre, nell’interesse di tutti i cittadini».
Circa la mostra fotografica-scientifica si rileva anche una collaborazione con ARCI.
«Sì, è stato fondamentale il contributo di ARCI Volontariato Ambientale-Val di Cecina, in particolare con la collaborazione di Martina e Margherita le due volontarie che l’hanno concretizzata».



