
Il prezzo di un patto diabolico
L’Estranea, è il terzo film scritto e diretto dal Paolo Strippoli. È stato presentato in Concorso alla 83ª Mostra del Cinema di Venezia e rappresenterà l’Italia nella corsa all’Oscar per la migliore pellicola internazionale.
2026. Anna Colonna (Jasmine Trinca) arriva a Roma sotto un diluvio. Si presenta alla porta di casa della figlia Alice (Romana Maggiora Vergano) senza alcun preavviso. La ragazza non sembra felice di vederla. La madre le spiega che deve dirle una cosa urgentemente: la loro storia di famiglia è costruita su un terribile segreto, su una bugia.
Tutto ha inizio nel 1999 a Bari il luogo di origine della famiglia. Era l’ultimo ferragosto del millennio e la famiglia Colonna aveva organizzato una megafesta nella propria villa. Tutta la Bari bene era riunita nel parco intorno alla piscina. Tutti erano scenograficamente vestiti di bianco. Anna sovrintendeva affinchè tutto funzionasse alla perfezione, per lei era soprattutto una questione di immagine.
Improvvisamente un grido aveva interrotto chiacchiere, musica e risate, c’era sangue. Alice, allora bambina, era stata aggredita dal cane di casa: aveva una gamba maciullata. E dire che era stata appena scelta per la pubblicità della Barilla!
I Colonna erano una famiglia modello, tutti avrebbero voluto essere come loro: belli, ricchi e con un figlio promessa del calcio e una figlia molto bella per la quale la madre immaginava un futuro da attrice, quello che avrebbe voluto per sé.

All’ospedale i chirurghi discutevano sul dover amputare la gamba alla bambina.
Anna, sconvolta, si era ritrovata nella cappella del nosocomio per pregare.
Nel silenzio una donna sconosciuta (Valeria Bruni Tedeschi), indifferente al luogo sacro, si è accesa una sigaretta ridacchiando. L’ estranea sapeva tutto: cosa era accaduto e cosa sarebbe potuto accadere ad Alice. Occorreva agire subito, la situazione era compromessa. L’estranea ha proposto ad Anna un patto.
Se l’avesse accettato, Alice non avrebbe perso la gamba. Certo c’era un prezzo da pagare, il prezzo era Tobia: l’invidiato figlio sportivo e promessa del calcio sarebbe diventato obeso e infelice. Ad Anna lo scambio era sembrato accettabile.
La vita che ne è seguita ha inanellato una serie di tragedie ed eventi gravati dal do ut des del patto faustiano. La famiglia Colonna, una volta invidiata da tutti, è in caduta libera economicamente e personalmente: Tobia (Andrea Genovese) è isolato e bullizzato per la sua obesità, il padre Walter (un bravissimo Adriano Giannini) passa dalla arroganza del nuovo ricco alla disperazione del fallimento, Anna, custode del terribile patto, tenta vanamente di tenere tutto sotto controllo e contenere i danni. Alice se ne è andata a Roma, per vivere la sua vita lontano. Ma la madre la raggiunge per spiegarle che la serie di disgrazie è cominciata con lei e può finire con lei.

Il film è diviso in cinque capitoli (la figlia, il figlio, il padre, la madre, l’epilogo) che scandiscono la tensione crescente dovuta all’impossibilità di fermare la spirale di eventi negativi generati dal patto con l’estranea. Il regista, poco più che trentenne, si rivela abile a mischiare il thriller psicologico con alcuni elementi horror.
In un’intervista l’autore ha spiegato che: «L’Estranea è una saga familiare sulla caduta di una famiglia dell’imprenditoria barese, nella quale i Buddenbrook incontrano Faust. È una tragedia pop spietata e viscerale. Ogni essere umano si nutre dell’illusione di poter esercitare un reale controllo sulla propria vita e sul destino. L’Estranea è un’indagine su che cosa – e chi – siamo disposti a sacrificare per mantenere viva questa illusione».
L’illusione contenuta anche nella filastrocca che Anna ripete ai bambini: «respira a fondo, respira piano, se chiudi gli occhi il male è lontano».
Trailer del film:
https://www.youtube.com/watch?v=OiPKYpJlRGM



