
Beast: il succo (NO AI) di tutti i film di combattimento
Siamo a Sydney e dintorni. La leggenda delle MMA (Mixed Martial Arts) Patton James, ora pescatore sfigato, sente il richiamo del ring quando il fratello scriteriato si mette nei guai e quando (forse) comprende che – nonostante la moglie sia assolutamente contraria – lottare è l’unica cosa che sa fare e può permettergli di riscattare antichi e nuovi peccati a suon di dollari.
Riappacificatosi con il coach di un tempo, il burbero Sammy – era inferocito con il ragazzo perché lo aveva piantato in asso sul più bello di una promettente carriera – Patton James si impegna in un ultimo incontro con lo sleale (antipaticissimo) campione Xavier Grau.

D’altronde al di fuori del ring circondato da una rete metallica, il paesaggio (il resto del mondo?) è uno sconforto. Ci sono solo fabbriche su fabbriche, tutte fumiganti, o al meglio cimiteri e qualche metro quadro di giardino dove fare il barbecue nel weekend. Proprio questo mondo-fabbrica che viene mostrato quasi come uno stacco tra un episodio e l’altro di Beast è particolarmente efficace nel convincere anche noi spettatori che Patton James deve affrontare un’ultima sfida se vuole uscire dal suo limbo (inferno?)…
Nel caso desideriate sapere come saranno prossimamente i film scritti con l’AI, questo Beast “umanissimo” e dovuto anche alla penna di Russell Crowe (magnifico nei panni di Sammy), potrebbe dare l’esempio, sebbene o proprio perché scritto da bipedi.
Sembra infatti che soggettista e sceneggiatori abbiano frullato e ficcato nella trama e nei caratteri tutti gli ingredienti e i cliché dei film del genere (dei film di combattimento): Rocky di Stallone e Million Dollar Baby di Eastwood fanno da spina dorsale e l’esistenzialismo malato di Fight Club e il furore di Toro Scatenato si mescolano con le sfighe e le resurrezioni survoltate di Southpaw o Road House, due appassionanti film di boxe e MMA con Jake Gyllenhaal.

Fate dunque attenzione, durante la proiezione, agli ingredienti che state consumando. Nel finale vi sembrerà di udire di nuovo l’urlo straziante di Sly che chiama la sua Adriana.
Combattimenti spettacolari – gran finale alla Impact Arena di Bangkok durante un vero evento ONE Championship – e interpreti rocciosi e perfetti nel suscitare simpatia e odio. Diretto da Tyler Atkins, Beast si regge sul manicheismo della lotta e sulle spalle di Daniel MacPherson: saggio e coraggioso, fa bene a mostrare il paradenti con scritto sopra Fuck You a quell’immorale e sinistro pagliaccio che è Xavier Grau (Bren Foster).
Trailer del film:
https://www.youtube.com/watch?v=TSrqGzGd3HA

Articolo pubblicato anche su: https://www.allonsanfan.it/


