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Il cassetto dei sogni

Tempo di lettura: 2 minuti

Tutti abbiamo un sogno nel cassetto.
Una carota da rincorrere per dare a tutto un senso, una magia.
Per aver voglia di vivere.
Io di un solo sogno, non ho saputo accontentarmi… Così ne ho dipinti diversi nella mia testa, catalogandoli e riconoscendo in ognuno di essi un valore prezioso e terapeutico.

Lo “sfacciato”.
È un sogno proprio per niente umile.
È luccicante, abbagliante.
Incredibilmente costoso (e ora, attingete al vostro repertorio personale di bestemmie, per sceglierne una che dia enfasi a questo punto).
Un sogno veramente lontano, praticamente inafferrabile.
Ma ammaliante… ogni volta che mi passa nella testa, sembra una cometa che lascia la propria scia di luce e bellezza.
Dona euforia il solo pensarci.
È gagliardo.
Ma anche vintage e di classe.
Parla di terre lontane.
Ha una voce tutta sua.
È un cavallo da quarto di miglio.
Tutto ripresa e fasci di muscoli tirati.
È un auto bellissima.
Una Mustang del ’67.

“Il saggio”
È un sogno realizzabile.
Basta impegnarsi.
Crederci, seppur rispettando i propri tempi.
Senza ansia, senza paura…
È un sogno quello che deve realizzarsi, non un incubo.
È decisamente molto più economico del modello “sfacciato”.
È un sogno umile, e proprio per questo, ricco.
È ricco di significato.
Ha un calore conosciuto, appagante.
Basta lavorarci.
Forza!
È solo questione di perseveranza nella voglia di migliorare.
È una tappa.
È una meta.
È un colore.
È una patente per esplorare il mondo come non lo si è mai fatto prima.

Infine, il sogno “buffo”.
Realizzabile facilmente, infantile, divertente.
Di quelli che ti regali come una fetta di torta, per gratificarti e ridere nonostante tutto.
Perché hai proprio voglia di essere contento con poco, con una cazzata.
Per provare allegria ma anche per regalarla.
Per sentirsi leggeri.
Forse, quest’ ultimo piccolo sogno può apparire ridicolo o sguaiato…
Potrebbe anche regalarmi la radiazione dall’ albo dei medici veterinari…ma il solo pensarci mi mette di buon umore e non c’è antidepressivo che garantisca così tanto sollievo con così scarso effetto collaterale e misero costo.
Il sogno buffo, prevede di annullare lo stato ansioso di qualche mio paziente e trasformarlo in un’esperienza indimenticabile e gustosa.

Un video passato in rete, qualche tempo fa, mi ha fatto talmente ridere da ispirarmi ad emulare le gesta riprese…
Un veterinario si benda la fronte con della pellicola da alimenti, ci cosparge del burro di arachidi sopra e si mette a tagliare le unghie di un cane ansioso e spaventato da questa pratica purtroppo routinaria.
Grazie a questo mirabolante espediente, la paranoica bestiola, si mette a leccare il burro di arachidi gustandoselo in modo sfacciato, mentre il veterinario in ginocchio davanti a lui fa una magnifica manicure in tutta tranquillità.
La sua ansia è diventata contentezza e anche se il medico si presta ad un numero quasi clownesco, tutti si divertono.
È un sogno piccolo , di poche pretese, ma che mi coccola e mi ricorda quanto il mio lavoro sia un’ isola felice.
È una pillola di Prozac.
È una risata.

Tutti abbiamo un sogno nel cassetto.
Siatene golosi.
Siate saggi nello sceglierli… sono un carburante veramente prezioso.
Sono in ogni risveglio al mattino.
Sono energia.

Copertina: Immagine Depositphotos

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