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La bastarda di Istanbul

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Fatta la festa gabbato lo Santo; in questo caso “lo Santo” è l’ oggetto della festa: dopo che i fiorai, i cioccolatai e i ristoratori si sono arricchiti e stanno spaparanzati su spiagge tropicali, la donna continua ad essere oggetto di soprusi e di discriminazione, per cui meno consumismo ipocrita e un po’ più di uguaglianza fattiva.

 Vabbe’, veniamo a noi: dopo “Ipazia”, “Leggere Lolita a Teheran”, “Chani di Dune”, questa settimana, ultima, ma non la meno importante, a compimento della trilogia, diventata tetralogia, dedicata alle donne, vi racconterò di questa meraviglia che si intitola “La bastarda di Istanbul” di Elif Shafak.

L’ autrice è una scrittrice turca che ha ottenuto una gran quantità di premi letterari; i suoi libri sono stati tradotti in moltissime lingue conseguendo dei risultati eclatanti in più di un paese. È sostenitrice dei diritti delle donne, dei LGBTQ+, e della libertà di parola. È stata docente in varie università in Turchia, negli Stati Uniti e nel Regno Unito dove attualmente risiede con la sua famiglia.

Il libro: “La bastarda di Istanbul” è la storia dell’ incontro tra due ragazze complicate, Armanoush Tehakhmakhchian, armeno-americana, e Asya Kazanci turca, la “bastarda”. Due culture apparentemente antitetiche trovano un tratto comune e mentre questo incontro avviene, l’ autrice ci fa sentire gli odori, i suoni di una Istanbul che è un crocevia tra oriente e occidente. Fantastiche e a tratti molto divertenti le descrizioni dei componenti delle due famiglie matriarcali delle nostre due eroine. Un grande libro che vi consiglio caldamente di leggere , magari nelle prossime vacanze pasquali.

Buona lettura.

Copertina: una nostra elaborazione grafica con la copertina del libro

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