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La vita intima e i segreti di Thomas Mann

Tempo di lettura: 3 minuti

La vita di Thomas Mann raccontata in un romanzo scritto come avrebbe potuto scriverlo lo stesso Mann. Questo è ciò che accade in Il Mago, il bel libro di Colm Tóibín che aveva già affrontato allo stesso modo la vita di Henry James. Incontriamo lo scrittore a Lubecca ragazzo, lo seguiamo dopo la morte del padre a Monaco, dove la madre e i fratelli si erano trasferiti mentre lui proseguiva gli studi nella città d’origine. Lo vediamo affermarsi con i Buddenbrook, sposarsi, conosciamo i suoi figli e, dopo l’affermazione di Hitler, riparare in Svizzera per poi fuggire negli Stati Uniti. Infine, assistiamo al ritorno in Europa negli anni ’50.

Mann è raccontato nella sua vita quotidiana, lo scopriamo preda di incertezze come accade nel suo trasferimento a Monaco quando, nessuno sa chi sia, nessuno conosce la sua famiglia e vicino ai giovani bohémiens locali si sente anonimo, “un timido provinciale” o quando di fronte alle conversazioni argute dei fratelli “upper class”, Katja e Klaus Pringsheim, destinati a diventare sua moglie e suo cognato, si sente ridicolizzato.

Anche dopo il successo letterario (vince il Nobel nel 1929), essere diventato un riferimento specie dopo l’esilio, il personaggio di Thomas Mann appare titubante. Lo è guardando alla sfera politica (all’inizio crede che Hitler e il nazismo non attecchiranno nel paese di Goethe) e soprattutto alla sua sfera intima, all’eros. Nel libro si racconta di quando esule in Svizzera, teme per i suoi diari rimasti a Monaco, teme possano finire in mani sbagliate e comprometterlo, rovinare la sua reputazione.

Chiede allora al figlio Golo di recuperarli. Il recupero diventa un’ossessione, nel diario c’è infatti la prova del suo omoerotismo: un racconto sulla storia d’amore, platonica con un ragazzino conosciuto in una vacanza sul mare del Nord e, addirittura, un’attrazione nei confronti del proprio figlio Klaus. Quei diari non devono essere visti da nessuno. E perché dopo aver, faticosamente recuperato la valigia dei diari non li distrugge? Risponde Tóibín: ”Voleva che una cosa tanto fugace diventasse concreta. E perché questo accadesse, non conosceva altro modo se non metterlo per iscritto.” Tra l’altro l’omoerotismo celato dello scrittore contrasta con la spregiudicatezza dei figli maggiori Erika e Klaus che, nell’epoca in cui il nazismo si afferma, proclamano pubblicamente con le loro opere teatrali di essere omosessuale l’uno e bisessuale l’altra. Se nella complessa e vivace vita familiare la figura dello scrittore risulta sbiadita, silenziosa Mann è un gigante nel suo studio, le cui porte restano chiuse. Dietro le porte e le tende tirate nascono le opere che hanno incantato milioni di lettori.

Ciò che interessa di uno scrittore è la sua opera, scrive Mann in Tonio Kröger raccontando che chi scrive è “desideroso di essere preso in considerazione solo come un uomo che crea e produce, e per il resto si aggira grigio, poco appariscente, come un attore senza trucco che non è nulla fino a che non ha qualcosa da mettere in scena”. Ma il libro di Colm Tóibín delle opere di Mann ci racconta solo il momento aurorale, i frammenti di vita che le hanno sollecitate e generate.

All’autore de Il Mago interessa mostrare un uomo silenzioso, “una figura quasi vuota, saturata dai grandi fatti storici che accompagnarono la sua vita”.
Inoltre, il romanzo non ha la pretesa oggettività delle biografie, semmai il lavoro di intreccio di fatti e dialoghi immaginati, a partire da una accurata documentazione, permette al lettore di avvicinarsi alla figura di Mann in un modo che sarebbe precluso dalla ricostruzione biografica. Ciò nonostante la ricostruzione storica e anche della vita della famiglia Mann è decisamente accurata, specie la vita dei figli in gran parte ribelli e impegnati culturalmente e politicamente. Quanto all’opera di Mann, è presente come gioco di rimandi tra la vita e la sua trasposizione sulla pagina. Tóibín scrive, come si diceva, un romanzo manniano, un intelligente omaggio alla sua opera.
Il libro di Toíbín ha vinto il Premio Gregor Von Rezzori 2023.

Copertina: Thomas Mann, foto: Reprodução/Arquivo Frido Mann

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