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Militanza e amore nella Marsiglia disincantata

Tempo di lettura: 2 minuti

Improvvisamente, un terribile fracasso», comincia così E la festa continua!, il film nelle sale di Robert Guédiguian.

Era il 5 novembre del 2018 quando due palazzi al 63 e al 65 di rue d’Aubagne a Marsiglia, nel multietnico quartiere Noailles, sono crollati su sé stessi. La causa? Forse difetti di progettazione, di sicuro allarmi ignorati, ma sta di fatto che sono morte otto persone.

Lo schermo ci rimanda immagini di repertorio che fanno pensare a un film d’inchiesta, non è così. Il regista ci porta in una chiesa occupata. Lì incontriamo Alice, attrice ed attivista, che dirige le prove di un coro, altri si occupano di distribuire abiti, altri ancora di trovare casa a chi non l’ha; insomma c’è un’umanità povera che fa riferimento alla chiesa. Seguendo Alice incontriamo la famiglia del suo fidanzato, Sarkis.

Rosa, la madre, è un’infermiera sulla soglia della pensione. È anche una pasionaria, come la Luxemburg a cui deve il nome, impegnata politicamente. È candidata alle elezioni amministrative sostenuta teoricamente da una serie di liste verdi e di sinistra pronte a dividersi per ogni cosa (vi suona famigliare?).

Vedova da tempo, oltre a Sarkis, che gestisce un bar, ha un figlio medico e due nipotine. Il gruppo di famiglia comprende il fratello di Rosa, Tonio in omaggio a Gramsci, taxista comunista e la collega Laëtitia, coinquilina di Tonio. Infine, della banda fanno parte quegli armeni marsigliesi che si ritrovano nel bar di Sarkis. La famiglia è orgogliosamente di origine armena e qualcuno, il medico, vorrebbe andare volontario nel Paese d’origine, sempre in guerra col Nagorno Karabakh.

Tra un’umanità che popola il quartiere sempre più disillusa e allo stesso tempo impoverita e attratta dal populismo, gli attivisti che si riuniscono in chiesa, i turni sfiancanti all’ospedale o ai centri per migranti, coloro che al bar sognano una patria, le cose che sembrano non cambiare mai, comunque Guédiguian non sceglie la rassegnazione.

Rosa, seppure stanca, non solo non molla il suo impegno politico, ma trova persino l’amore. Un sentimento inaspettato, coinvolgente come gli amori adolescenziali, che moltiplica le sue forze. Perché si può ricominciare da lì, dai propri sentimenti per ritrovare una motivazione, afferma il regista: «Già lo sappiamo che le cose non vanno bene, ormai siamo bombardati di informazioni, sappiamo tutto sulle guerre, sulle carestie, sui terremoti, sulle inondazioni, sui disastri ecologici. Dovremmo invece cercare di mostrare le azioni concrete affinché le cose vadano un pochino meglio. Cerchiamo di mostrare la bellezza del mondo e non di compiacerci degli orrori».

E allora Marsiglia e la sua variegata popolazione, nonostante il lepenismo, viene raccontata a partire dalla vita concreta delle persone, perché dalla loro quotidianità può nascere ancora il desiderio di sognare collettivamente.

E la festa continua! si chiude con una manifestazione di tipo teatrale in ricordo delle vittime del crollo, la organizza Alice attorno alla statua di Omero vicina al luogo del disastro. Omero era cieco, non sordo. Si possono continuare a sentire le voci della città anche dopo il terribile fracasso.

Trailer ufficiale del film: https://www.youtube.com/watch?v=IXe1kHOI4Eg

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