Skip links

Per troppo amore di giustizia

Tempo di lettura: 2 minuti

Il segreto deve essere cercato non esclusivamente nell’intreccio, ma nel narratore» è la citazione di Erich Auerbach in apertura di Tutti i particolari in cronaca, l’ultimo giallo di Antonio Manzini. Protagonisti sono un archivista e un giornalista, niente vicequestore Schiavone. Ciascuno si racconta in capitoli alternati con font diversi.

Siamo a Bologna, Carlo Cappai è un archivista del tribunale ed è un uomo meticoloso, solitario che vive nella casa dei genitori rimasta com’era quando era ragazzo. Così diverso dai suoi, dal padre magistrato e massone, dalla madre silenziosa e lui un ragazzo ribelle nella Bologna degli anni ’70.

Avrebbe voluto sì fare il magistrato, ma non come il padre; è stato in polizia due anni poi, dopo un incidente a un braccio, ha optato per l’archivio, per continuare a essere parte della macchina della giustizia.

Le sue sono giornate fotocopia: corsa all’alba, colazione nel solito bar con le solite cose e poi il lavoro nell’archivio del Tribunale fino al ritorno a casa.

Anche lui come Schiavone sente voci, sono i faldoni che gli parlano, soprattutto quelli della sezione “Purgatorio” quelli che stanno per essere distrutti, che hanno passato tutti i gradi di giudizio senza che fosse fatta davvero giustizia. Ne conosce tutti i casi, lui stesso si sente vittima di malagiustizia con l’assoluzione dell’assassino della sua amica del cuore dell’adolescenza, Giada.

E dire che proprio suo padre ha assolto in primo grado il killer, poi in appello il lavoro lo aveva completato un altro giudice. D’altra parte, la regola dello stimato giudice Bruno Cappai era che non si infanga il nome di una famiglia perbene, amica e in vista.

Carlo conduce la sua vita quasi ‘monacale’ per riparare, forse, i danni commessi anche dal padre; come un ragno tesse una tela lunghissima per far incontrare, come dovrebbe essere, la Giustizia e la Legge.

Walter Andretti, invece, è un giovane giornalista che è stato strappato dalle amate pagine dello sport per occuparsi della cronaca nera che non lo appassiona, in particolare di un omicidio che turba la città. Ha una capa (la Stronza) che lo vessa, ma che col tempo imparerà ad apprezzare.

Il morto si chiamava Flavio Zingon, ucciso in macchina in un luogo in cui si era appartato con una prostituta. Il killer gli ha sparato a bruciapelo e poi è sparito.

Aveva un passato noto alle cronache l’imprenditore Zingon: la moglie era stata assassinata; lo aveva lasciato e lui la stolkerava, ma un “alibi di ferro” lo aveva assolto da ogni accusa.

Un secondo omicidio che impegna Andretti è quello di Daniele Martellini appassionato di automobili, soprattutto Ferrari, e sospettato in un primo momento di aver ucciso i genitori, ma poi assolto. Il cronista comincia a pensare che forse dietro c’è la stessa mano.

Poi un terzo omicidio in un centro sportivo termale fa riaffiorare un ulteriore caso giudiziario irrisolto… Andretti si occupa anche di questo altro caso e pare prenderci gusto. Diventa un bravo investigatore. Chissà se lo ritroveremo protagonista di altri romanzi.

Tutti i particolari in cronaca è il primo libro di Manzini per la collana dei gialli Mondadori.


Copertina: l’immagine di copertina del libro

Explore
Drag