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Un libro da spiaggia

Tempo di lettura: 2 minuti

Quando ero un ragazzo, tra le cosiddette letture “leggere“ vi erano i libri di fantascienza, le spy story ( OSS 117 Hubert Bonisseur de la Bath e, ovviamente, 007 James Bond di Ian Fleming ) e i gialli (in genere Mondadori). Crescendo, il piacere per questo tipo di lettura easy mi è rimasto, per cui per citarne uno per tutti, tra gli scrittori di gialli italiani, quel grande vecchio di Camilleri con il suo commissario Montalbano è stato uno degli autori che più ho amato. Un’altra scrittrice, questa volta spagnola, mi ha intrigato alla stessa maniera: si tratta di Alicia Giménez Bartlett che, con l’ ispettrice Petra Delicado e il suo vice Fermin Garzon, ha dato vita a storie intrigantissime con delle abbondanti pennellate di sano umorismo, ma anche impegnate a mettere in rilievo l’importanza della figura femminile in un mondo dove il maschilismo è dominante. In questo caso è proprio un suo libro quello che ho definito “da spiaggia” perché la sua lettura è veloce, coinvolgente, poco ponderosa e con tratti di piacevole comicità. Si tratta di “La Presidente“.

La Barrett, in questo libro, introduce due nuove figure: Berta e Marta Miralles, due sorelle, ispettrici, rispettivamente di trentadue e trent’ anni, appena uscite dall’Accademia con il massimo dei voti. I loro caratteri sono complementari: la più grande, Berta, è la più posata, poco propensa alle stranezze, a volte cupeggiante, uscita da una storia d’ amore che l’ha distrutta; Marta, invece, è estroversa, passa, con gli uomini, da una storia all’altra senza farsene un problema, è sempre positiva e propositiva. La storia ha inizio con la morte di Vita Castella’, presidente della Comunità Valenciana: è stata uccisa con un caffè al cianuro alla vigilia di una convocazione in tribunale per delle pastette avvenute nel suo partito.

Le alte cariche, a partire dal ministro degli interni cercano di far passare questa morte come naturale e per evitare che la verità venga a galla affidano l’inchiesta alle due sorelle Miralles con il convincimento che le due pivelline non riescano a concludere niente e che col tempo la cosa cada nel dimenticatoio. Ma non hanno fatto i conti con le nostre eroine che, anche con l’aiuto di “Boro” Badia, l’addetto stampa della Castella’ a cui il partito ha stroncato la carriera per la sua omosessualità, attraverso una serie di indagini e di stratagemmi, anche se osteggiati da tutte le alte sfere della polizia, riusciranno alla fine a sbrogliare la intricatissima matassa.
Assolutamente da leggere sotto l’ombrellone.

Foto di Steve Bidmead da Pixabay

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