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La Spagna frena l’avanzata delle destre

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“La Spagna frena l’ondata Meloni” è il titolo uscito su La Vanguardia, giornale di Barcellona, il giorno successivo alle elezioni politiche. Infatti Vox, il partito ultra falangista tanto caro alla nostra presidente del Consiglio, ha subìto una pesante sconfitta con ben 19 seggi in meno rispetto ai 52 del 2019. È stato un risultato inatteso e ce n’è un altro, quello della rimonta del PSOE, il partito socialista, ridotto all’estremo nelle elezioni comunali del mese precedente e che secondo i sondaggi avrebbe perso molti punti alle ultime. Chi ha vinto è stato il Partito Popolare di centro destra guidato da Alberto Nunez Fejiòo che ha ottenuto la maggioranza relativa. Ma è stata una vittoria di Pirro grazie al forte calo di Vox che non permette  alla paventata coalizione con i popolari di governare.

Perciò “il tempo dei patrioti”, come diceva la Meloni in sostegno dei neofalangisti spagnoli non è arrivato. Ed è stato merito di Pedro Sanchez, leder del PSOE, che dopo la sconfitta alle elezioni comunali, non si è arreso, ma ha combattuto per far risorgere il suo partito: prima di tutto ha indetto immediate elezioni politiche, nel rispetto della Costituzione, poi si è appellato alla popolazione spagnola ponendola di fronte al pericolo di un blocco di estrema destra che avrebbe riportato la Spagna indietro di decenni. Il PSOE si è mobilitato con una campagna elettorale ricca di comizi e di contatti continui con la gente. Così il numero degli assenteisti è calato, con una affluenza del 70%, e i socialisti hanno ottenuto un buon risultato molto vicino a quello del 2019.

Il precedente governo di Sanchez aveva dato ottimi risultati: era riuscito varare leggi progressiste sui diritti civili; le tutele per le donne lavoratrici; la eliminazione dei contratti di lavoro a termine e l’obbligo del salario minimo. Anche l’economia ha dato ampi risultati portando la crescita del Pil al di sopra di quello della Germania, della Francia e dell’Italia. Eppure l’opinione pubblica si era spostata a destra seguendo l’inerzia sociale che ha colpito altri Paesi dell’Europa, tra cui il nostro. Ma in Spagna  “No pasaran”, il motto che ricorda la guerra civile, ha vinto grazie a una sinistra che si è risvegliata.

Viene da pensare alla sinistra italiana che rimane immobile; che nella campagna elettorale dello scorso settembre non ha fatto niente per mettere in guardia gli elettori dai veri pericoli dell’estrema destra: qualche comizio con scarso seguito; membri del Pd assenti nei contatti con la popolazione; i manifesti affissi riportavano slogan inefficaci che spesso facevano ridere. Per esempio nessun autorevole membro del Pd si è degnato di andare a Sant’ Anna di Stazzema dove il 52% della popolazione ha votato per Fratelli d’Italia offendendo i loro padri assassinati dai nazisti e dai fascisti.

Da noi il “No pasaran” ha fallito e i risultati si vedono: la destra sta occupando tutte le istituzioni e non ha ancora finito; i personaggi come Salvini si credono ormai padroni del Paese.

Nella foto Ispi, il leader del Psoe Pedro Sanchez (al centro)

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