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Trattore delle mie brame…

Tempo di lettura: 3 minuti

Chi è il più genio del reame? Non ci sono dubbi, è lui, il protagonista di questo video che suggerisco di guardare almeno per qualche secondo: Video ANSA – Tutti emettiamo.
Quest’uomo, Matteo Salvini, ostile a tutto quello che puzza di Green Deal, dalle rinnovabili alle auto elettriche, riesce a trattare la questione climatica in relazione ai problemi degli agricoltori, come farebbe un bambino dell’asilo che evoca il principio universale per il quale tutti “emettiamo”. E la sua platea, a sentir parlare di scorregge in modo così fine e allusivo, se la ride di gusto rinfrancata da quell’altro principio puerile: la crisi climatica non esiste, è un invenzione ideologica rosso/green.

Certo nel suo partito non sono tutti come lui: Luca Zaia, buon governatore del Veneto, già Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali del Governo Berlusconi (2008) ci ricorda che «Quando da Ministro feci la battaglia contro gli insetticidi neonicotinoidi, responsabili della morìa delle api, ci fu una sollevazione, in primis delle multinazionali. Mi fa piacere vedere oggi, come conferma anche l’autorevole testata britannica “Nature”, che avevo visto giusto e che l’utilizzo di queste sostanze è complice della morte delle api, uno degli ingranaggi più delicati e fondamentali del ciclo biologico».

Tornando alla genialità di Salvini, davvero merita di non essere sottovalutata perché mentre col suo cerchio magico si vanta di aver fatto retrocedere l’Europa dalle sue folli disposizioni ideologico-ecologiste, riesce a far simpatizzare tutti per i trattori, di fatto prendendo per il culo i trattoristi e i loro simpatizzanti che si mostrano solidali sui social in campagne del tipo Viva l’agricoltura italiana!

Eppure il mondo agricolo ha problemi enormi che attendono da anni risposte da una politica incapace di cambiare le cose. L’economia agricola è schiacciata dal dominio della grande distribuzione che impone prezzi molto spesso inferiori ai costi di produzione. L’agricoltura intensiva basata sullo sfruttamento di terreni sempre più aridi coltivati con la chimica industriale dei fertilizzanti e pesticidi e con il monopolio dei semi, da tempo mostra inequivocabilmente l’urgenza di cambiare i percorsi, almeno per proteggere la salute degli operatori agricoli e dei consumatori. Così come nella zootecnia intensiva con i suoi orrori, segnala l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) tra il resto, che l’impiego massivo degli antibiotici nei settori agricolo e zootecnico, non fa altro che riversarsi nel settore umano allargando quella antibiotico resistenza che l’OMS ritiene essere una delle minacce più temibili per il futuro della salute pubblica.

Quindi prendere sul serio gli agricoltori, non è riservare loro un posto sul palco di Sanremo, infatti dice bene Maria Grazia Mammuccini presidente Federbio «Al momento non c’è nessuno che raccolga le difficoltà degli agricoltori: occorre prima di tutto fare un’analisi seria delle problematiche e poi cercare le soluzioni».

Per la Mammuccini opporsi al Green Deal europeo è suicida perché «Questa crisi è frutto delle politiche del passato che hanno dato sostegno all’agricoltura intensiva e alle multinazionali dell’agrochimica senza riuscire a garantire un reddito adeguato agli agricoltori che sono ormai l’anello debole della catena. Quelli che potevano essere i vantaggi dell’agricoltura intensiva (aumento produttività e diminuzione della manodopera) oggi sono superati dall’impatto negativo di questo tipo di produzione sull’ambiente, soprattutto in termini di emissioni di gas serra e di desertificazione del suolo, fattori che incidono ulteriormente sul clima e sulla capacità produttiva».

Cinzia Scaffidi, giornalista e docente, grande esperta delle problematiche collegate al cibo, l’ambiente e la salute pubblica (Il profitto e la cura – Slow Food Editore) lamenta con forza che non bisogna porre la questione in termini di “Agricoltura o ambiente?”: «Questa non è la domanda giusta! I copertoni che bruciano davanti ai palazzi di Bruxelles, sono – in sé – una dichiarazione di guerra all’ambiente. Se gli agricoltori bruciano copertoni, se non si spaventano di quei gesti, allora stanno chiedendo alla politica di scegliere se stare dalla loro parte o da quella dell’ambiente. E l’acqua, l’aria, il mare, i microrganismi del suolo, sfortunatamente, non votano».

Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi Sinistra, con riferimento al ritiro della legge sulla riduzione dei pesticidi in agricoltura, peraltro già affondata dall’europarlamento il novembre scorso, commenta la soddisfazione anti-Ursula sbandierata nei TG dal cerchio magico salviniano con amarezza e realismo: «Ribadire il no a una legge già bocciata è pura propaganda. Fa capire quali saranno le posizioni alle prossime elezioni».

Vien da prendersi la testa tra le mani per la disperazione.
Ci viene in soccorso Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club, ente non profit per la riduzione dei gas serra: «Il mondo ha già deciso da che parte andare, con o senza l’Europa, con o senza l’Italia, che per un decennio ha tenuto il freno a mano tirato. Le rinnovabili oggi sono così economiche e vincenti che si imporranno da sole. Anche il prezzo dell’auto elettrica scenderà. Basta guardare alla Cina e alla sua marcia inarrestabile, seguita dagli Stati Uniti».

Insomma, forse il mondo andrà avanti comunque, nonostante il più genio del reame.

Copertina: foto dell’autore del testo, località Casalvecchio (PI)

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