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Il sacro spudorato

Tempo di lettura: 3 minuti

In queste ultime settimane due storie umane, due persone tanto distanti nel tempo, nello spazio e nei costumi, mi hanno condotto insieme in una riflessione dolente e rivoluzionaria.
Le due persone si chiamano Shani Louk e Elvis Presley.

Shani Louk aveva 23 anni, tedesca-israeliana. La sua immagine splendente e vitale mostra tutto quello che era. Stava danzando con centinaia di giovani nel rave Supernova nel deserto del Nagev lo scorso 7 ottobre, quando è stata rapita e massacrata con altri 260 giovani a cura di loro coetanei provenienti dai territori palestinesi, in azione sotto le direttive sanguinarie di Hamas.

La foto del suo povero corpo seminudo, abusato, disteso prono sul cassone di un pick-up, circondato da quattro giovani uomini armati, esagitati e fieri del loro operato eroico… è stata premiata per la categoria “Team Picture Story of the Year” – foto dell’anno scattate in squadra – all’Associated Press. Ed è proprio un collaboratore di questa agenzia l’autore dell’immagine: il reporter palestinese Ali Mahmud.
Il padre della ragazza all’assegnazione del premio ha dichiarato «Sono felice che lo scatto sia stato selezionato e premiato. È una delle immagini più importanti degli ultimi 50 anni. Immagine capace di plasmare la memoria umana. Pesa come quella del bambino ebreo con le mani alzate o dei paracadutisti al Muro del Pianto. Simboleggia un’epoca».

In rete ci sono video della stessa circostanza in cui è stata realizzata l’immagine, e vedendoli è impossibile trattenere le lacrime: il pick-up si accosta alla folla, i quattro predatori armati agitano i loro HK verso il cielo urlando Allah Akbar! Dei ragazzi giovanissimi, immagino adolescenti, si avvicinano al corpo esanime di Shani e lo ricoprono di sputi.
Il tutto suscita l’impressione che è proprio quel corpo femminile, quei capelli dreads, quel essere giovane donna libera e danzante ad essere scandalosi e ripugnanti per quelle bocche piene della delirante magnificenza del loro Dio per come patologicamente se lo immaginano.

A pochi giorni dall’assegnazione del prestigioso premio citato, la piattaforma streaming Netflix ha reso disponibile il film Elvis del 2022, sceneggiato e diretto da Baz Luhrmann, magnificamente interpretato da Austin Butler (Elvis Presley) e Tom Hanks (il colonnello Tom Parker). Film Premio Oscar 2023 che ha giustamente raccolto anche altri Oscar e una miriade di premi internazionali.

Vedendolo ho avuto l’impressione che solo per la prima volta mi stavo avvicinando davvero alla storia di un grande uomo ispirato, geniale, rivoluzionario ancorché succube di uomini turpi umanamente e politicamente ricattati.
Ne esce un grande artista che in quel contesto storico e in quel paese puritano, è stato una vera bomba atomica. Ha oltraggiato tutto quanto era inossidabile per i benpensanti conservatori.
Elvis Presley si è formato artisticamente, forse meglio dire spiritualmente, in una sorta di famiglia allargata afro-americana. Nel bel mezzo di ritmi musicali neri, gospel ispirati dal cielo, e utilizzo catartico del corpo… da tutto questo scaturisce quel ragazzo bellissimo con una voce e delle movenze che – letteralmente – producevano il nirvana femminile tra le presenti che non avevano nessun timore ad esternare. E, dal film, si ricava che è proprio questo che ha sollevato orde di associazioni cristiane integraliste, senatori conservatori, suprematisti bianchi, predicatori e patrioti che definivano gli spettacoli e in particolare le movenze di Elvis demoniaci, corrotti, scandalosi, inaccettabili, censurabili fino all’arresto dell’artista.

Ecco, mi pare che Shani e Elvis abbiano in comune quanto si potrebbe chiamare, semplificando, liberazione della donna. E per liberazione intendendo proprio liberazione della sua vitalità, costume, comportamento e soprattutto sessualità. Proprio il contrario di qualsiasi religione tradizionalista. Proprio l’opposto di tutte le società patriarcali. Proprio l’antitetico di questo mondo intero, segnatamente maschilista quando non misogino… o se preferiamo: semplicemente spaventato dalla sessualità femminile. O di quanto straordinariamente sacro dimora proprio nella donna.

Se così è, e per me lo è, l’unica chance di cambiamento del mondo – per non dire esplicitamente la sua sopravvivenza – passa per le vie femminili di concepirlo, tutelarlo, liberarlo, nutrirlo e metterlo in pace.

Copertina: Shani Louk – foto di “We wanted to keep Shani’s memory alive” – JNS.org
Video di Shani:
https://www.youtube.com/watch?v=nAkSPgSprIE&rco=1
Trailer del film Elvis: https://www.youtube.com/watch?v=Q_up6usReAQ

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