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Parole inafferrabili che fingono

Tempo di lettura: 3 minuti

Come se… fosse Antani” così il Conte Lello Mascetti incanta, o meglio prende in giro, con la supercazzola il Vigile che vuole multare Melandri e Perozzi per avere strombazzato e “burlato” con il clacson.

La parola inafferrabile non è Antani (che è unə dei miei miti), ma è la congiunzione “come se…”.

Quel “come se…” che in “Amici Miei” da un significato a tutta la supercazzola semplicemente accompagnando la frase senza senso con riferimenti ad un’autorità (il vice-sindaco, il prefetto, il direttore… Antani appunto).

Autorità con cui l’interlocutore ha una connessione e, per l’uso fatto dai “miei Amici”, con possibili conseguenze, effetti o prerogative che creano significato anche dove non ce n’è.

“Come se…” ci aiuta a passare dalla realtà alla finzione, dall’originale alla copia, dal presente all’ipotetico, dal vero al virtuale ossia al simulato… e per Antani, che è unə geniə… anche la strada al contrario dalla finzione alla realtà.

Protagonista o non protagonista?

“Come se…” è il più delle volte un non scritto, non è esplicitato, ma semplicemente “vestito” da chi vede o sente.

Pensiamo a quante volte leggendo un libro siamo entrati nella finzione della narrazione, indossando le vesti dei personaggi e diventando altrettante personalità “come se…”.

Noi lettori a tutti gli effetti diventiamo il protagonista della storia letta.

Vedo la scena narrata come se fossi personalmente coinvolta, come se fossi incarnata nella storia, mettendomi in relazione con il luogo e il tempo in cui si genera la storia e agendo su questa.

Allora  invece di “andare” in un luogo ci “arrivo”.

In qualche modo cancello la mia prospettiva per indossare il punto di vista del personaggio della storia e ne divento “falsamente” protagonista.

Un piccolo corto-circuito tra piani diversi, tra quello che è la realtà e quello che è finzione.

Qui il mio corpo sente e vede “come se…”.

Assumendo il ruolo del protagonista riesco a creare una risposta empatica fortissima e sociale per cui le azioni e le emozioni del protagonista le riconosco e le posso sentire non come mie, ma come proprie del protagonista.

Sono io o meglio siamo noi che assomigliamo al protagonista e non il contrario. Usciamo dal nostro ego-centrismo per “entrare” nell’altro fino a compiere movimenti e azioni e percepire le risonanze emotive del protagonista della storia.

E’ la quintessenza dell’imparare attraverso la simulazione. Semplicemente con un libro o un film…

Qual è il personaggio e il libro da voi preferito che vi ha nutrito di più?

Da un po’ di tempo, per me è Scout, la bimba di cinque anni, figlia di Atticus Finch personaggio del bellissimo “Il buio oltre la siepe”- (To kill a Mockingbird – di Harper Lee) ben riprodotto anche nell’omonimo film di Mulligan.

Perchè? direte. Per la sua ricerca, che è anche la mia, della risposta alla domanda “Cosa significa “essere una signora” (in inglese rende meglio “To be a lady”) vivendo in un mondo di violenza e pregiudizio”.

Salve mi presento!

La nostra immaginazione ci aiuta a pensare altrimenti aiutandoci a esplorare nuove soluzioni con tutti i nostri sensi anche se in simulazione e soprattutto percorrere lo spazio e il tempo incorporati nella storia ricordando o creando significati e continuando ad imparare.

Mi sono domandata se questa può essere una prerogativa dell’intelligenza artificiale. Al momento direi che non crea senso o significato anche se per attivarla si usa la forma “Agisci come se…”

Guardate questo clip: https://cdn.openai.com/sora/videos/mitten-astronaut.mp4

E’ un filmato generato dall’intelligenza artificiale di Sora – Open AI

Attraverso il prompt “Agisci come se fossi un video maker”… e specificando le caratteristiche del video clip attraverso un testo del tipo: “Un trailer cinematografico con le avventure di un astronauta trentenne che indossa un casco da motociclista lavorato a maglia di lana rossa, cielo azzurro, deserto salato, stile cinematografico, girato su pellicola da 35 mm, colori vivaci”.  Mia traduzione dall’inglese. “A movie trailer featuring the adventures of the 30 years old space man wearing a red wool knitted motorcycle helmet, blue sky, salt desert, cinematic style, shot on 35mm film, vivid colors.”

Guardate la soluzione e la prospettive… Provate a realizzare il prompt con la vostra immaginazione come se… foste il video maker e lo stimolo fosse indirizzato a voi. Sentite la differenza ???

Ringrazio Fausto, un pisano livornese, che si immerge nelle storie e, pur perdendosi, non perde l’ironia… Mi ha fatto capire la potenza dell’immaginazione nella lettura dei fatti.

Copertina: un frame del film Amici Miei: la supercazzola prematurata…

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