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Contraddizioni

Tempo di lettura: 3 minuti

Viaggiare è una fortuna per la mente e per lo spirito e bisogna, quando si può, approfittarne per affrontare le nuove realtà con la mente aperta e disponibile. C’è solo da guadagnarne.

Era tanto che non andavo in oriente ed era la prima volta nello Sri Lanka. Esperienza interessante dove una natura fuori dal comune per varietà, forza, intensità, la fa da padrona ma dove questo popolo, molto antico, sorprende per la sua capacità di affrontare l’evoluzione dei tempi con una volontà di adattamento invidiabile.

Le differenze sociali tra pochi ricchi e moltissimi poveri son evidenti anche qui, un paese dove il ceto dei contadini è ancora molto rilevante sia in termini numerici che di risorse economiche ma qui… tutti sorridono, con candore, con grazia, senza ambiguità. Si sorride a persone sconosciute incontrate per strada, si sorride ai clienti che magari non acquistano forse per dovere ma comunque con spontaneità, si sorride mentre si fanno lavori umilissimi (pulizie dei bagni pubblici) alle persone che entrano ed escono concentrate solo sul proprio bisogno personale. Quanti di questi sorrisi sono veri? Ho la gioia di pensare che lo siano tutti; da occidentale abituato troppo spesso a vedere i sorrisi di circostanza che ormai riconosciamo al primo sguardo, qui mi riconcilio con gli altri.

Sembra un popolo sereno.

Come in molti paesi orientali, magari sovraffollati in megalopoli quasi invivibili, qui il traffico di auto, moto, furgoncini, tuk tuk, è praticamente folle. Vale la legge del “chi primo occupa lo spazio, ha diritto di passare”. Significa che se hai deciso di sorpassare ed invadi la corsia opposta, se riesci a mettere le ruote al di là della striscia, sono coloro che vengono in senso opposto che devono cavarsela; tu completi tranquillo la tua manovra e magari rientrando dai una sterzata davanti a quello che hai appena superato. Se invece hai deciso di tornare indietro, non è importante dove ti trovi: giri e basta, sono gli altri che si devono adeguare e consentirtelo!
Ovviamente tutto ciò senza che venga mai attivata una di quelle lucine che noi chiamiamo frecce. In questo delirio, condito da continui colpi di clacson da parte di tutti i soggetti, ho colto un’altra contraddizione: ognuno, di fronte alla manovra pazza dell’altro, reagisce con un colpo di clacson preventivo a cui non fa seguito alcuna reazione di disapprovazione né verbale né gestuale. Il colpetto di clacson è del tipo “ ho visto, non dovevi farlo ma tanto la prossima volta lo faccio io“; proprio come da noi dove anche per una manovra inappropriata ma trascurabile rispetto a queste, si scatena una rissa o ci sono centinaia di metri di gestacci dal finestrino.

Sembra un popolo sereno.

Durante un giro nell’interno del paese ho assistito per due volte ad una scena assolutamente inconsueta nella quale una viaggiatrice ha avuto bisogno di fermare lo spostamento per andare in bagno. In mezzo alla campagna, o forse dovrei dire alla boscaglia, il cingalese che ci accompagnava non ha battuto ciglio e si è fermato in tutti e due i casi davanti alla prima casa che si è trovato davanti, ha bussato, ha parlato col padrone di casa ed ha fatto entrare la viaggiatrice che, utilizzando i servizi privati di quella casa, ha potuto risolvere il suo problema uscendo ancora una volta seguita dai sorrisi di chi viveva in quella casa. E non c’è stata nessuna ricompensa accettata per questa gentilezza. Che spettacolo la loro ospitalità che in uno dei due casi si è dimostrata ancora più completa vedendo il burbero aspetto, solo esteriore, del padrone e la presenza di una vecchia signora molto malata nella stanza accanto ai servizi. Avrei fatto lo stesso io?

Il signore apparentemente burbero, come nella narrazione dell’autore

Sembra un popolo sereno.

C’è poi una contraddizione di economia di mercato, diffusa non solo qui ma che mi sorprende ogni volta. Nelle città grandi e piccole, sono innumerevoli le attività commerciali di vendita lungo la strada che si effettuano in locali improponibili, piccoli, malandati, sporchi, bui, in disordine, qualcuno diceva “sgarrupati”, che di certo non ti invogliano ad entrare e che per di più hanno insegne reboanti (Centro internazionale…, Casa del…, Ufficio centrale…, Palazzo del…). Come possono funzionare? Come sopravvivono sul mercato? Di certo non lo so ma se entri, trovi un lui o una lei che, con un grande sorriso, cercano di aiutarti e di risolvere qualunque tuo problema.

Sembra un popolo sereno.

Insegna di un rivenditore di frutta e verdura
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