
Montagne, rondini e l’orologiaio di Brest
Sei di mattina. Sono sveglio dalle quattro, essendo andato a letto con ancora delle galline in giro, per via dei nipoti di S. che devono dormire e non si può tenere il televisore acceso. Appoggiato alla balaustra del balcone guardo le montagne verso ovest e, in un gioco di immagini eidetiche, saluto quella che, ormai da giorni, è la Maddalena addormentata; che, peraltro, vedo solo io, dal momento che nessuno della casa, intravede la figura che a me pare evidente.

Mentre almanacco sulle diverse percezioni della realtà, le prime rondini incominciano a sfrecciare nel cielo che si fa sempre più chiaro. Adoro queste piccole canagliette che fanno le loro evoluzioni fregandosene di guerre, crisi petrolifere, botte di calore, presidenti fuori di testa. Rifaccio il vecchio trucco di interrompere il dialogo interno agganciandomi a uno di quei meravigliosi piccoli esseri e condivido il suo volo veloce.
Gioia pura.
Passiamo al consiglio di questa settimana: “L’ orologiaio di Brest“ di Maurizio de Giovanni, autore di molte serie televisive di successo come quelle del commissario Ricciardi, di Mina Settembre e dei bastardi di Pizzo Falcone.
La storia:
Nei primi capitoli si susseguono una serie di personaggi e di situazioni apparentemente scollegati gli uni dagli altri ma, man mano che il racconto si evolve, a poco a poco, come i tasselli di un puzzle, si intravedono le connessioni: Vera Coen e Andrea Malchiodi sono legati a filo doppio da un attentato avvenuto decenni prima: lei perché figlia di una delle vittime, lui perché figlio dell’ attentatore. Per motivi diversi vanno alla ricerca dello stesso uomo e quando, dopo mille peripezie riescono nel loro scopo…Il finale è assolutamente imprevedibile.
Un libro super intrigante pieno di colpi di scena dove niente è come appare.
Assolutamente da leggere.



