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Rosellina Archinto protagonista della vita culturale

Tempo di lettura: 3 minuti

Rosellina Marconi Archinto, scomparsa a 93 anni lo scorso 22 agosto a Santa Margherita, ha dedicato gran parte della sua vita ai libri. A lei dobbiamo la nostra curata e apprezzata anche all’estero editoria per l’infanzia.

Maria Rosa Marconi, questo il suo nome, nata a Genova nel 1933 si era laureata in Economia presso l’Università Cattolica di Milano. Il destino l’avrebbe portata in altri settori se un soggiorno newyorkese, per frequentare la Columbia University, non le avesse fatto conoscere libri per bambini che assomigliavano a oggetti d’arte dove le illustrazioni e la grafica dialogavano col testo.

La passione per i libri la indusse a importare queste novità in Italia dove l’editoria per l’infanzia era confinata in una nicchia polverosa, i testi erano venati di moralismo, il linguaggio antiquato e le immagini povere.

Insomma, l’esperienza newyorkese ha comportato per Rosellina la creazione (1966) di una casa editrice, la Emme edizioni, che ha cambiato per sempre il mondo del libro per l’infanzia in Italia.

Raccontava in un’intervista al Corriere della Sera: «Mi presero per pazza. Anzi, per la ricca signora (aveva sposato Alberico Archinto da cui aveva avuto cinque figli) che per hobby si inventa un lavoro. Il mondo editoriale era maschilista, le donne guardate con sospetto o peggio. Bompiani faceva avances, Mondadori ti guardava dall’alto in basso. Una volta mi ha bacchettato: ti diverti sempre a fare i tuoi libretti? A sostenermi sono stati in pochi: Giovanni Enriques, Feltrinelli. E mio marito, sempre dalla mia parte».

Con la Emme edizioni Archinto da un lato ha reso celebri presso il pubblico italiano igrandi maestri dell’illustrazione mondiale: Maurice Sendak, Leo Lionni, Eric Carle, Tomi Ungerer, Guillermo Mordillo, dall’altro ha coinvolto nella realizzazione dei suoi libri artisti del calibro di Bruno Munari, Emanuele Luzzati, Enzo Mari, Iela Mari. Nei suoi libri il linguaggio visivo e il testo avevano lo stesso peso e davano vita a storie che stimolavano la curiosità dei lettori, esploravano il loro immaginario senza dimenticare un certo civismo.

Foto: Rosellina Marconi Archinto – Fotogramma

Una nota: la sede della neonata casa editrice nei primi tempi era nel salotto della sua casa milanese, lì hanno convissuto lavoro e famiglia. Mentre crescevano i cinque figli prendeva vita un catalogo destinato a essere un modello studiato anche in altri paesi.

Rosellina Archinto è stata una pioniera, in molti sensi. Dopo la Emme Edizioni, con sede in via San Maurilio a Milano, nel 1985 ha fondato la Archinto Editore, dedicata alla letteratura epistolare, un settore ancora trascurato in Italia. Grazie a lei abbiamo potuto entrare nella vita e conoscere i pensieri più intimi di scrittori, artisti e pensatori come Rainer Maria Rilke, Thomas Mann, Marcel Proust, Ludwig Wittgenstein, Virginia Woolf, Siegmund Freud, Mary McCarthy. Sempre la Archinto ha pubblicato Charing Cross Road, un capolavoro del romanzo epistolare in cui una scrittrice americana squattrinata corrisponde per circa 20 anni con un libraio antiquario inglese, non si incontreranno mai, ma i libri li renderanno più intimi di tante altre cose.

Rosellina Archinto ha fondato anche Leggere, una rivista diventata riferimento per la comunità letteraria. Indomita a 82 anni si è ricomprata la casa editrice Archinto che aveva in precedenza venduto a Rcs, perché temeva che con i nuovi acquirenti perdesse la sua anima.

L’ultima iniziativa editoriale l’ha vista impegnata con la figlia Francesca nella creazione di Babalibri una raffinata casa editrice che raccoglie l’eredità della Emme edizioni e collabora con la francese L’école des Loisirs.

Foto: Rosellina Marconi Archinto – vitaepensiero.it – Università Cattolica

Dotata di una straordinaria vitalità e passione civile Archinto è stata: presidente della Commissione Cultura del Comune di Milano (1990-1993) e vicepresidente della Fondazione del Teatro Carlo Felice a Genova (2003-2006). Inoltre, è stata presidente onorario della Associazione degli Amici dei Musei Liguri, di Palazzo Ducale a Genova e ha guidato l’Associazione “Amici di Lalla Romano”. Ha fatto parte del Comitato Scientifico del Collegio di Milano, nonché della giuria del Premio Strega e del Premio Bagutta. Si è anche dedicata a numerose iniziative di carattere sociale tra le quali Comunità nuova di don Gino Rigoldi.
Come potevamo non ricordarla?

Nel 2015 è stata nominata Cavaliere dell’Ordine Nazionale francese della Legion d’Onore.

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