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Sul sentiero della nebbia con lo smartphone

Tempo di lettura: 3 minuti

I Marúbo sono un gruppo etnico di circa 2000 individui che vive nel cuore della foresta Amazzonica brasiliana dall’alba dei tempi. I Marúbo si esprimono con due lingue. Oltre a quella di normale espressione vocale, hanno il possesso e l’uso di un vocabolario parallelo che si manifesta in modo cantato e si usa nei discorsi formali, in alcuni momenti particolari e nelle circostanze curative di tipo sciamanico nelle quali non possono mancare tabacco e ayahuasca.

Per i Marùbo gli esseri umani hanno diverse anime. Due le principali: quella di destra o cuore e quella di sinistra che dopo la morte viene inviata sul Sentiero della Nebbia dove, dopo numerose prove, raggiunge le altre anime del proprio popolo.
Per questa antica etnia tutti gli esseri viventi, così come la terra, i fiumi, le foreste, sono costituiti di parti di altri esseri che sono vissuti nel passato.

La comunità Marùbo, che vive naturalmente molto isolata dal resto del mondo occupandosi di coltivazione di cereali e frutti, caccia e pesca, ma anche di aspetti artistici e magici, ha visto due momenti tragici nello scorrere del tempo. Il primo ‘grazie’ agli spagnoli del 1500 che hanno ‘scoperto’ il caoutchouc ricavato da una pianta delle foreste pluviali. Sostanza ben conosciuta e utilizzata dai nativi che poi, nei secoli a seguire, sono stati schiavizzati proprio per lo sfruttamento di questa sostanza che, via via affinandosi nel 1800, e poi nel secolo seguente rappresentò la materia prima per l’industria su larga scala della gomma europea.

Il secondo momento tragico è quello attuale e, ovviamente, è sempre l’uomo bianco il protagonista sulla scena della ‘civilizzazione’. Lui è un uomo animato delle migliori intenzioni e si chiama Elon Musk.

Elon Reeve Musk, seconda persona più ricca al mondo con un patrimonio stimato di oltre 200 miliardi di dollari, è un imprenditore sudafricano con cittadinanza canadese naturalizzato statunitense, concentrato su una sua idea di migliorare il mondo e l’umanità. Tesla, SpaceX, Neuralink, OpenAI, Hyperloop, X ex Twitter e tanto altro sono il risultato di una sua intraprendenza e creatività geniali corroborate anche, per sua stessa dichiarazione, dall’uso di Cocaina, ecstasy, funghi allucinogeni e ketamina… in Italia qualche mese fa ospite d’onore di un Governo che mette fuorilegge la cannabis light, ma questa è un’altra storia.

Tra le straordinarie creazioni di Elon Musk, Starlink: un sistema basato sulla messa in orbita bassa di 6.000 satelliti collegati a particolari antenne su terra che rivoluzionano la qualità e la quantità di accesso e utilizzo delle reti di comunicazione come Internet. Chi lo sta usando in Italia afferma che il salto tecnologico è tale che non è paragonabile con tutti gli altri sistemi in uso.

L’idea filantropica di Musk del settembre dello scorso anno, è stata quella di offrire gratuitamente ai Marùbo la possibilità di uscire dal loro secolare isolamento attraverso i servizi satellitari di Starlink e la dotazione di numerosi smartphone a disposizione della comunità. In questo modo, sia pur virtualmente, il remoto villaggio sarebbe stato collegato con il resto del mondo e in caso di necessità, dal mondo avrebbe potuto ricevere assistenza medica e civile.

Dopo nove mesi, poche settimane fa, due giornalisti del New York Time, si sono recati in Amazzonia presso i Marùbo per osservare e raccogliere gli effetti prodotti dall’iniziativa di Elon Musk.
All’arrivo nel villaggio sperduto, i giornalisti sono stati sorpresi da un silenzio innaturale, come se la comunità fosse stata colpita da una grave epidemia. Poi rivolgendosi ad una anziana che svolgeva solitaria i suoi lavori quotidiani, e a lei chiedendo spiegazioni, hanno ottenuto questa risposta: «Sono tutti lì, concentrati sui telefonini. Sono diventati pigri. Non parlano, non lavorano, non si muovono. Sono come imbambolati. Sono immersi in un coma che spaventa». Poi, raccogliendo le sue cose e allontanandosi, scuotendo la testa, l’anziana dice: «All’inizio tutti erano felici. C’era la novità e tanta curiosità. Da questi schermi si apriva un mondo a noi sconosciuto. Ma le cose ora sono peggiorate» e poi concludendo che «I giovani stanno imparando i modi dei bianchi».

Nei giorni a seguire i giornalisti poterono verificare che in effetti dopo nove mesi i Marùbo si stavano trovando con gli adolescenti malati delle nostre stesse malattie indotte dalla rete e dai social: teste reclinate costantemente sui telefonini, chat piene di pettegolezzi velenosi, videogiochi violenti, pornografia che stava mutando anche i comportamenti maschili nella sessualità.

Da queste cronache possono, forse devono, scaturire riflessioni importanti che ci toccano da vicino, e anche da lontano: in quella infinita storia di totale sopraffazione coloniale, culturale, religiosa e economica, che l’uomo con la pelle bianca e tanta arroganza, ha portato in giro per il mondo chiamandola civilizzazione. Con la stessa totale mancanza di ascolto e rispetto che oggi più modernamente chiama filantropia occidentale.

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