
Fiori cadono
“Mi ha chiamato nonna dopo tanto tempo, non so se mi ha fatto piacere sentirla. Ho passato tanto tempo con lei all’albergo e ora mi chiama perché vuole vedermi ancora una volta lì all’albergo.”
Emme è una giovane donna, performer di un certo successo, libera, determinata ma ancora alla ricerca di qualcosa che lei ovviamente non sa.
Arrivata in albergo passa attraverso un gruppo di anzianotti che stanno facendo qualcosa a metà tra Tai-chi e risveglio muscolare e che non possono non notare gli stivali rossi che avvolgono le gambe di quella ragazza; la loro età media si attaglia perfettamente alla tipologia di albergo in questa decaduta città termale. Alla reception Emme non chiede subito di sua nonna ma si fa dare la solita camera dove ha passato tanti giorni della sua adolescenza.

Tutto come allora, anzi se frugo nel sottofondo di quel cassetto trovo pure un po’ delle cianfrusaglie che ci avevo lasciato. La carta da parati è sempre la stessa e anche l’odore in quella stanza è ancora così: a metà tra la muffetta e l’aspro del fumo.
Emme si stende sul letto e fumandosi una sigaretta, vaga con la mente ai tempi in cui appena adolescente viveva le giornate in albergo come in film dove lei era la principessa del castello, dove passavano ragazzi che le piacevano, dove poteva fare gossip con la nonna sugli ospiti che, tra l’altro, arrivavano da tutto il mondo. Che tristezza ora.
Betty, la nonna ha chiamato per incontrarla nella hall. Emme scende in questa hall dove poltrone e divani anni 70/80 sono rimasti immutabili ed ospitano ora due signore giapponesi che con molta tranquillità stanno sorseggiando un tè. Finalmente arriva nonna Betty, oggi è decisamente segnata dall’età ma lo sguardo è vivace, il trucco importante ma tant’è per una donna che ha calcato i palcoscenici in giro per l’Italia, questo e l’abbigliamento fuori dall’ordinario, sono dettagli fondamentali.

Le due donne parlano e fumano insieme anche se i silenzi si intromettono nel dialogo oltre il normale ma è troppo tempo che mancano una dall’altra. Betty è decisa a vendere l’albergo, non vuole più sentirsi legata a quel posto anche se deve rinunciare ad un pezzo della sua vita; per questo ha chiesto alla nipote di venirla a trovare un’ultima volta lì dove hanno passato tanto tempo insieme. Emme ha appena riassaporato certi ricordi e non ha ancora trovato quello che le sembra di cercare. Poche frasi sul passato: le due donne si conoscono alla perfezione e, pur non sentendosi da tempo, non indugiano sul racconto di fatti per loro già noti.
Dopo qualche sigaretta e un paio di vodka ghiacciate, le due donne decidono di andare in piscina, è un modo per provare a rifare il percorso fatto tante volte insieme in passato. Betty prova ad indagare un po’ sulla situazione sentimentale della nipote ma Emme riesce a svincolarsi e allora Betty è obbligata a calare la carta a sorpresa “non sono neanche sicura che tuo padre fosse di tuo nonno”.

La sera, dopo cena, il dialogo tra le due donne riprende anzi continua e lentamente tutte e due si sciolgono; Emme ammette che prima di venire le era sembrato anche inutile farlo ma ora che la memoria ripercorre i sentieri della fanciullezza, ritrova fatti e sensazioni che le danno tranquillità, serenità. Sensazioni che il suo lavoro le ha tolto da tempo e scopre con la nonna piccoli segreti di allora; anche Betty partecipa alla scoperta di se stessa con una frase che ovviamente non aveva mai detto a nessuno, nemmeno ad Emme, “mi piacciono i fiori, sono colorati, profumati, incredibili, anche se… cadono”.
Basta con la malinconia, stasera si fa festa nell’albergo in onore di Betty ed Emme.
Tutti gli ospiti intorno alla piscina dove un chitarrista con una assurda chitarra rosa a forma di cuore crea un delicato sottofondo alla serata. La nonna è in gran forma, in stile grande serata e approfitta per ricordare alla nipote le due tre cose che in quei pochi giorni hanno ricreato il loro profondo legame: stivali rossi, vodka ghiacciata, …fiori cadono.
Ora Betty torna davanti al microfono e, con la classe di un tempo, canta l’ultima canzone sul bordo della piscina accompagnata dalla chitarra rosa a forma di cuore.

Trailer Cortometraggio “Fiori cadono” di Ludovica Galletta
https://www.youtube.com/watch?v=_1FwbF7q-Qs


