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Il solito desiderio di uccidere

Tempo di lettura: 2 minuti

È uscito il romanzo d’esordio di Camilla Barnes, autrice di testi teatrali, si chiama Il solito desiderio di uccidere.

Un inciso: Camilla è la nipote del più noto e premiato Julian Barnes, anch’egli in libreria con quello che ha deciso essere il suo ultimo libro Partenze. Quest’ultimo è un testo anomalo, né romanzo né memoir, che contiene riflessioni letterarie, filosofiche e scientifiche e uno sguardo sulla vita curioso, lucido e ironico di uno scrittore che sente il suo tempo finito.

Tornando a Camilla: Miranda è un’attrice di teatro, è inglese ma vive in Francia con la figlia Alice. Ha lasciato Oxford in cerca di libertà, ma dopo qualche anno anche i suoi genitori, ormai in pensione, si sono stabiliti nella campagna vicino a Poitiers. I due vivono in un vecchio manoir malandato preda di rampicanti e pipistrelli, lontano dall’abitato.

È la madre che guida, ha dovuto imparare perché il padre, filosofo, non ha mai ottenuto la patente. Aveva avuto un incidente durante l’esame di scuola guida, aveva travolto un cane da qui il nomignolo AC (ammazza cani) datogli dalla futura consorte.

Nel loro ‘maniero’ gli anziani consorti allevano galline, anatre e, persino, due lama. Hanno due gatti che fanno loro compagnia, un orto e giocano a tennis a modo loro e con qualsiasi tempo. Alternano le attività manuali con lunghe discussioni sulla poesia, antichi filosofi greci, ecc. Si sfidano a ‘duello’ da cinquanta anni e i loro dialoghi contengono molte allusioni. Sono estremamente parsimoniosi per non dire tirchi (la casa è gelida e la madre cucina con nonchalance carne congelata decenni prima) e danno poca importanza all’igiene.

Miranda va a trovarli nei weekend, vede il loro decadimento e mal sopporta la loro routine, «Dopo più di cinquant’anni di matrimonio si erano cristallizzati nelle loro abitudini, come Mallory (alpinista inglese disperso sull’Everest) nel ghiaccio. Era una schermaglia continua fra testardaggine e pedanteria, in cui non aveva senso intromettersi».
Informa con mail allarmanti la sorella Charlotte che vive in Inghilterra e manifesta il sentimento che i weekend con i genitori le suscitano: il solito desiderio di uccidere.

Poi succede che la madre, una donna autocentrata e anaffettiva, debba essere operata all’anca. Le due sorelle e Alice, figlia di Miranda, si trasferiscono presso nel manoir per aiutarli. Non tutto andrà come le sorelle avevano ipotizzato e come accade normalmente agli anziani bisognosi di cura. D’altra parte i protagonisti sono due ottantenni particolari, eccentrici che agiscono secondo logiche atipiche, talvolta pericolose e stressanti per gli altri.

Le sorelle vorrebbero approfittare della situazione, per conoscere alcuni segreti di famiglia ad esempio: chi era Kitty? e soprattutto chiedere al padre lumi su un episodio che, secondo loro, ha cambiato il rapporto tra i genitori e che aveva a che fare con una certa Barbara, un’americana che avevano ospitato nella loro casa a Oxford. Da allora la madre sembra aver indossato una corazza di ferro che le impedisce ogni gesto affettivo mentre il padre sembra diventato remissivo. Ci riusciranno?

Il romanzo di Camilla Barnes è scorrevole, divertente, apparentemente leggero, alterna momenti tragicomici all’ironia tagliente british e alla tenerezza.

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