Skip links

Cambio idea

Tempo di lettura: 2 minuti

Hanno trascorso i cinque anni del liceo scientifico sempre in classe insieme forse non si potevano considerare i rispettivi migliori amici ma c’era una grande simpatia tra i due: Massimo quello bravo forse il migliore della classe, sempre ben considerato dai professori che riusciva pure, con la scusa della squadra di pallavolo della scuola, a svignarsela spesso durante le lezioni: arrivava il bidello Giulio e diceva: “Massimo in palestra, allenamenti di pallavolo”.

La classe rumoreggiava e Carlo scuoteva la testa ed aveva così sempre spunti per prendere in giro Massimo.
Carlo, romano, capelli ricci, sguardo vivissimo, era decisamente meno brillante e lo studio non era certo il pensiero più presente per lui tanto che nessuno, neanche Massimo, riusciva a capire perché mai avesse scelto il liceo scientifico quando il boccone per lui più ostico era proprio matematica. Infatti la materia a settembre come esame di riparazione, per Carlo era stata per tutti i gli anni del liceo sempre la stessa: matematica.

Anni di estati con le ripetizioni, anni di esami a settembre sempre superati col fiato corto e via… si ricominciava, anno nuovo, sempre matematica.
Le indigestioni estive incidevano pesantemente durante l’anno successivo e Carlo non usava nessuna medicina per mandare giù la matematica che, tra l’altro, si complicava anno dopo anno. Era diventato famoso in classe, tanto da farla diventare il suo nickname, per la frase con cui rispondeva alle convocazioni della professoressa di matematica per l’interrogazione; si alzava lentamente dal banco, leggermente ingobbito, con la testa un po’ chinata da una parte, l’aria quasi sofferente: ”Professorè, ‘n so’ preparato!” e ricadeva pesantemente sulla sedia.

Finalmente arrivò la maturità e con un sussulto di orgoglio Carlo riuscì subito a superarla senza ripetizioni, una sorpresa. Ed ora l’università.

Massimo e Carlo si iscrivono entrambi ad Ingegneria ed avendo la stessa iniziale di cognome si ritrovano in aula insieme il primo giorno. Una certa eccitazione, 400 persone nell’aula semicircolare per la prima lezione in assoluto: Analisi Matematica I, prof. Santoboni con Massimo e Carlo fianco a fianco. Il professore entra nel silenzio assoluto, saluta, nessuna fase introduttiva né sul corso né sul testo da adottare; si gira e col gesso comincia a riempire di formule la enorme lavagna scorrevole. Qualche leggero mormorio ma tutti a testa china cominciano a prendere appunti, Carlo barcolla per qualche istante poi si adegua e prova anche lui a stare dietro al professore.

Foto di Vitaly Gariev – Pexels

Dopo 45 minuti intensissimi la lezione termina, il professore esce tra gli applausi com’era consuetudine allora e i 400 si rilassano.
Massimo e Carlo si guardano con gli occhi di Carlo leggermente velati e Carlo se ne esce: “A Massimo, io me ne vado.”

“Come te ne vai? Adesso c’è la prima lezione di Chimica, tutti dicono che Rallo è tostissimo.”
“No, no, io me ne vado.”
“Ma che vuol dire, dove vai?”
“Cambio facoltà.”
“Come già cambi? E quale facoltà?”
“Ancora non lo so ma Ingegneria nun ce la posso fà, devo riuscì a spiegallo a mi padre.”

Adesso era tutto chiaro anche per Massimo che era stato molto sorpreso a vederselo accanto a quella prima lezione.
Un abbraccio fra i due e Carlo professorè nun sò preparato uscì dall’aula.

Explore
Drag