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Canto della pianura

Tempo di lettura: 2 minuti

Kent Haruf è stato, a mio avviso, uno degli scrittori americani contemporanei più interessanti. La sua “Trilogia della pianura“ con “Canto della pianura”, “Crepuscolo” e “Benedizione” è, sempre a mio parere, un momento alto della letteratura statunitense. Quando l’ho incontrato ne sono stato rapito: la sua scrittura semplice ma profonda tocca delle corde particolari nel cuore del lettore.

In questo momento sto rileggendo il primo della trilogia e devo dire che mi ha ricatturato come la prima volta. La storia si svolge in un paesino immaginario del Colorado: Holt. Se avete visto “Tre manifesti a Ebbing, Missouri“ vi potete fare una idea del posto. Siamo nella campagna americana assolutamente differente dalle New York, Los Angeles o Washington che vediamo nei serial. A Holt tutti conoscono tutti e le loro storie si intrecciano le une con le altre. I personaggi principali sono: Guthrie insegnante di scuola superiore, padre di due ragazzi adolescenti e marito di Ella, una donna malata nell’anima; Ike e Bobby, figli di Guthrie, due giovani forzatamente indipendenti alle prese coi primi sommovimenti della vita; Victoria Roubideaux una diciassettenne che, dopo una breve relazione con un ragazzo non del posto, si ritrova in cinta e buttata fuori di casa; Maggie Jones, insegnante, ha una storia con Guthrie, accoglierà in un primo momento Victoria quando viene cacciata da casa; poi ci sono i fratelli Mcpheron Harold e Raymond, due anziani allevatori, che accoglieranno Victoria quando non potrà più stare da Maggie per via del padre fuori di testa.

Questi personaggi interagisco gli uni con gli altri e danno vita ad una storia piena di tenerezza e di realismo insieme. Io, personalmente, mi sono innamorato, sopra tutto, dei fratelli Mcpheron: due orsi dal cuore d’oro, apparentemente rudi ma con una sensibilità altissima. Il loro rapporto con Victoria è assieme buffo e commovente.

Insomma “Canto della pianura” è non solo un libro assolutamente da leggere ma è anche un gran libro da rileggere.

Foto di Dawit Tibebu – Pixabay

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