Skip links

Il (mio) Salone del Libro

Tempo di lettura: 6 minuti

La storia del (mio) Salone del Libro inizia con le eroine di questo stesso salone. Le eroine sono le insegnanti che accompagnano orde di ragazzini, anche bambini, tra gli stand e gli incontri dell’edizione numero 38, al Lingotto di Torino, che proprio ai più giovani è dedicata. Il titolo è bellissimo, Il mondo salvato dai ragazzini, dalla raccolta di poesie di Elsa Morante pubblicata nel 1968. Sì, è bellissimo, anche se fa soffrire un po’ noi boomer che il mondo non solo avremmo voluto salvarlo ma anche cambiarlo e non ci siamo riusciti. I ragazzini guidati dalle coraggiosissime insegnanti ci salveranno certamente ma intanto mettono a dura, durissima prova chi cerca di tenerli insieme, senza perderne qualcuno (o forse tutti) e lo fa anche con un sorriso. Sorriso che diventa espressione felice quando i giovanissimi iniziano a interessarsi ai libri e alle persone e alle storie. A vederli così viene da pensare, anzi da sperare, che forse saranno davvero loro a salvare tutti noi.

Alessandro Baricco – Foto di Giulia Fasano

Nel (mio) Salone del Libro la signora con una bella camicia a fiori sorride quando mi spiega che era da anni che voleva realizzare il suo sogno. “Ascoltarlo e vederlo da vicino, perché con le sue parole incanta e mi incanta”. Così si è fatta più di mille chilometri su un treno partito dalla Puglia, ed ora eccola qui. L’incantatore è Alessandro Baricco che incanta davvero con Notte Eretica, il format con cui porta in scena il suo libro Breve storia eretica della musica classica (Feltrinelli) accompagnato dalla musica dell’Orchestra Canova diretta da Enrico Saverio Pagano, insieme a Intende Voci Ensemble. Musicisti e cantori che a un certo punto lasciano il palco e si mescolano tra gli spettatori. Così fa anche Baricco che passa tra le poltrone: “Muovetevi, sentitela dentro la musica” grida a tutti noi. E poi: “Il mondo gira molto velocemente e non c’è tempo per fare pensieri ortodossi. Ovunque vedete eresia, ovunque vedete qualcosa che non è ortodossia, dedicate un attimo a guardarla, toccarla, sentirla, capirla perché la salvezza è lì. E se non proprio la salvezza, sicuramente la forza”.

Aldo Cazzullo e il Cardinale Matteo Maria Zuppi – Foto di Lorenzo Olivetti

Nel (mio) Salone del Libro un altro che incanta è il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale italiana, a cui il Salone piace tantissimo: “Ogni volta che vengo a Torino, dico, beh allora c’è speranza. Si legge, si parla, si ascolta, non si litiga, non si bruciano i libri. A me si allarga il cuore”. Lo scorso anno era salito sul palco con Ligabue, quest’anno con Aldo Cazzullo (autore di Francesco il primo italiano, HarperCollins) parla dei due Francesco, uno il santo, l’altro Papa Bergoglio. Ma non finisce qui. Cazzullo gli chiede se – in quanto sacerdote – abbia sofferto per non aver potuto avere una moglie e dei figli. Domanda complicata ma il cardinale sa come (non) rispondere. Ride, poi: “Devo confessare una cosa…”. La sala si fa muta, tra il curioso e il preoccupato. “Ogni anno vado alla cena di classe e più passa il tempo e più, quando arrivo, molti tra i miei ex compagni sposati mi dicono: ma beato te”. Poi racconta del suo rapporto con i Pontefici: “A Prevost ho sempre dato del tu ma quando è stato eletto mi sono detto: quello è il Papa e al Papa si dà del lei”. Prevost comunque pare non si sia fatto impressionare dal lei. E a Zuppi ha chiesto di continuare a fare quello che gli aveva chiesto Papa Francesco nel 2022 nominandolo presidente della Cei: portare la chiesa tra la gente. Zuppi lo dice ridendo, ma a portare la chiesa tra la gente lui riesce davvero.

Gustavo Zagrebelsky – Foto dell’autrice

Nel (mio) mio Salone del Libro incrocio un tema importante. Della rilevanza della memoria, del non dimenticare la propria storia e quella dei propri avi, tratta Memoria di casa (Einaudi) di Gustavo Zagrebelsky. “Il problema è che molte cose delle vite dei nostri genitori non ci sono chiare, sono qualche volta addirittura oscure o legate a omissioni. Noi non abbiamo chiesto, loro non hanno raccontato. Quando se ne vanno, la sensazione che molti si trovano a dover affrontare è quella di avere desiderio di porre loro delle domande ma di non poterlo fare. E allora quelle domande le facciamo a noi stessi e le facciamo spesso dovendo fermarci a cercare le risposte che sono pezzi di risposta”. Zagrebelsky è giurista, già giudice costituzionale dal 1995 al 2004 e presidente della Corte costituzionale nel 2004. C’è chi lo vedrebbe bene prossimo presidente della Repubblica. Che ne dice professore, ci sta pensando? gli dice lo scrittore Paolo di Paolo che lo intervista. Pare di no, ma è l’occasione per Zagrebelsky di parlare della “mala genia” dei giornalisti “che sono in grado di farti dire quello che non dici, ma senza darti la possibilità di smentire, perché se tu smentisci, loro si convincono che tu stia confermando” (confesso, forse forse un po’ ha ragione…).

Emmanuel Carrère – Foto di Luciano Nervo

Nel (mio) Salone del Libro sono tanti ad affrontare questo disastroso presente. Alcuni tra tutti. Il filosofo Massimo Cacciari, partendo dal suo ultimo libro Kaos (Il Mulino), lancia l’allarme su possibili sciagure apocalittiche (“Se domani la Cina prendesse Taiwan, sarebbe una catastrofe negli equilibri mondiali, quindi mi auguro che ci sarà un processo in qualche modo anche lungo, diplomatico” dice senza sembrare di crederci molto).

Emmanuel Carrère, nel presentare l’ultimo libro Kolchoz (Adelphi) che ripercorre la storia della sua famiglia, dice che l’invasione dell’Ucraina ha profondamente incrinato il suo storico amore per la Russia, Paese a cui è legato anche per ragioni familiari: sua mamma, Hélène Carrère d’Encausse, di padre georgiano e madre di origine russo-tedesca, era una celebre storica della Russia. Ma aggiunge: bisogna distinguere tra i russi che sostengono Putin e quelli che combattono il suo regime e che è giusto sostenere. “Puškin non è Putin, non si può mescolare tutto. Molti dei miei amici ucraini non vogliono avere più avere alcun rapporto con chi è russo. Una posizione che non condivido, ma che capisco perfettamente. Io ho un timore: che la pace, quando ci sarà, finisca per dare ragione all’aggressore”.

David Grossman – Foto di Giulia Fasano

E di pace (in questo caso in Medio Oriente) parla anche lo scrittore israeliano David Grossman, al Salone in occasione della pubblicazione delle sue opere nella collana dei Meridiani Mondadori su progetto editoriale di Wlodek Goldkorn. “Se ci crediamo veramente nella speranza, allora è possibile che la società malata, sia quella israeliana sia quella palestinese, possa trovare un luogo dove questa speranza possa fiorire veramente. È una piccola cosa, però se continua a esserci non tutto è perduto”. Poi aggiunge: “Quando si parla con gli israeliani o con i palestinesi, ecco che entrambi vorrebbero la pace, ma è colpa dell’altra parte se questa pace non si può avere. È importante invece cercare di evitare di finire in questa sorta di circolo vizioso, di trappola”.

Nel (mio) salone del libro c’è anche un piccolo stand di piccoli libri bellissimi. E uno di questi raccoglie alcune poesie di Luca Martini (che ha fatto nascere Allonsanfan.it e pubblica anche su Il Resto delle Parole). Il libro si intitola Il tempo dopo (Collana La Carena, DiFelice edizioni). “In tutta la mia vita ho pensato alla poesia come a un codice con cui comunicare. Credo sia così, per me è anche un piccolo esercizio ecologico da svolgere nella spazzatura dei miei pensieri” spiega Luca, con parole che sono già poesia.

Il Salone internazionale del Libro quest’anno, a Torino dal 14 al 18 maggio, ha avuto 254.000 visitatori. Tra gli eventi internazionali quelli con Bernie Sanders, Zadie Smith, Emmanuel Carrère, Peter Cameron, Kiran Desai, László Krasznahorkai, Boualem Sansal, Valeria Luiselli, David Grossman, Leila Guerriero, Nathacha Appanah, Ece Temelkuran, Irvine Welsh, Lea Ypi, Aline Bei, Simon Mason, Petros Markaris, Ayşegül Savaş, Hervé Tullet, Magali Bonniol. Tra quelli italiani: Stefania Andreoli, Roberto Baggio, Marco Bellocchio, Alessandro Baricco, Alessandro Barbero, Daria Bignardi, Luca Carboni, Concita De Gregorio, Fiorello, Jovanotti, Luciano Ligabue, Mara Maionchi, Cecilia Sala, Roberto Saviano, Patrizia Valduga, Zerocalcare. La prossima edizione si terrà dal 13 al 17 maggio 2027.

Foto di Fabrizio Fiore

Articolo pubblicato anche su: https://www.allonsanfan.it/

Explore
Drag