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John Carter e la principessa di Marte

Tempo di lettura: 2 minuti

Sono nato alla fine degli anni quaranta e, quando sono stato prima bambino e poi ragazzo, non c’ erano tutti quegli oggetti e quei passatempi che oggi vengono dati per scontati dalle mie nipotine: no iPad, no Sky (per chi aveva il televisore – e non tutti lo avevano – c’era la TV dei ragazzi che durava più o meno un ora), no lezioni di chitarra, di danza, di recitazione; anche il telefono era un lusso (ricordo questo oggetto nero appeso alla parete che si poteva usare solo se un altro utente non stava già parlando – il duplex–, delle volte bisognava aspettare delle ore prima che la linea fosse libera ma, soprattutto, si poteva usare solo per cose importanti).

A questo aggiungete che sono figlio unico e potete ben capire che una volta fatti i compiti, soprattutto se la giornata era di maltempo, le cose da fare erano ben poche; una di queste era, ovviamente, la lettura: il primo libro in assoluto è stato “Pinocchio“, il secondo “Raperello e Sgorbietto“ che era la storia di due personaggi di un cartone animato che improvvisamente uscivano dalla pellicola ed entravano nella realtà, poi tutti quei libri della letteratura per ragazzi e non da ultimi gialli, Spy story e fantascienza.

Ed è proprio un libro di fantascienza quello di cui vi parlerò questa settimana: l’avevo comprato assieme a “L’ uomo invisibile“ col sistema del prendi due e paghi uno. L’autore, Edgard Rice Burroughs, è, assieme a Wells, uno dei padri della science fiction . Il libro, “John Carter e la principessa di Marte“ è il primo di una serie che l’ autore ha scritto, nei primi del novecento, con lo stesso personaggio come protagonista. La storia inizia con una fuga a cavallo cercando di seminare un gruppo di indiani e con uno strano mancamento che, il nostro eroe, ha dopo essersi rifugiato in una grotta; al suo risveglio si ritrova, nudo, sul suolo di Marte.

Da lì parte tutta una serie di avventure che fanno due baffi ai vari Rambo, Arma letale, e Mission impossible dei giorni nostri: nel giro di poco tempo Carter diventa telepatico, sconfigge in tutti i combattimenti i suoi avversari, si fa la più gnocca di tutto il pianeta che, guarda caso, è pure principessa che però era stata catturata dalla popolazione dei cattivi, riunisce due popoli contro un terzo che era il cattivo dei cattivi e fa regnare la pace su tutto un pianeta, fino al suo arrivo, perennemente in guerra (in questo momento servirebbe anche sulla terra un John Carter) sposando la principessa. Il finale, che come al solito, non vi rivelo, è comunque di quelli che fanno presagire un seguito.

Insomma, non certo un libro intimista, ma per gli appassionati di avventure una lettura divertente.
Piccola nota: E.R. Burroughs è anche l’ autore di tutta la serie di “Tarzan”.
Buona lettura.

Copertina: Foto di Bruno Albino da Pixabay

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