
Tempi glaciali
In questo inizio di estate con temperature anomale, leggere un libro intitolato “Tempi glaciali”, può forse dare un po’ di refrigerio.
L’ autrice, per chi mi legge d’abitudine, è una vecchia conoscenza: Fred Vargas, giallista francese, di professione archeologa e medievalista con una capacità di scrittura che va ben oltre il mero racconto poliziesco: i suoi personaggi sono assai ben tipicizzati, le storie mai banali, i finali sempre con una consequenzialità che però sorprende anche il lettore più scafato. Insomma una gran bella penna.
In “Tempi glaciali“ ritroviamo il commissario Adamsberg e tutto il suo staff al completo alle prese con un duplice omicidio che si presenta, in entrambe i casi, come un apparente suicidio se non fosse per un piccolo segno, un’acca col trattino obliquo sormontato da un semicerchio verso il basso, che spingerà i nostri protagonisti a una caccia che li porterà in Islanda e a partecipare alla rappresentazione della rievocazione, in costume, di un momento del Terrore in Francia.

442 pagine che, una volta iniziate, non lasceranno andare il lettore sino ad un finale a dir poco mozzafiato e nel mezzo di tutto di più: un cinghiale, uno spiritus loci, un tentativo di ammutinamento e mille situazioni tra il tragico e il faceto.
Insomma un libro assolutamente da gustare, magari sotto un ombrellone con una granita nell’ altra mano.



