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Un po’ di fantascienza e un po’ di borghesia milanese

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L’altra sera, non essendoci, come al solito, niente di interessante sulle reti nazionali, mi sono infognato in un film su Netflix che mi aveva, erroneamente, attirato per il titolo, “An american Pickle“, una storia assurda in cui un uomo che nel 1919 lavorava in una fabbrica di cetrioli in salamoia, finisce in una delle vasche proprio il giorno di chiusura dello stabilimento e dopo cento anni viene ripescato non invecchiato di un solo giorno. Incontrerà un suo pronipote e inizieranno una serie di ripicche dovute alle due diverse visioni della realtà. Il finale è tutto anima e core.

Fortunatamente essendo sui tematici fantascienza-fantasy, tra le proposte che mi si proponevano dopo c’era un vecchio film del 1984, “Starman”, una fantascienza patinata con un Jeff Bridges, “Il grande Lebowski”, ancora giovane e una deliziosa Karen Allen, la “lei” di Indiana Jones nel “I predatori dell’arca perduta” e nel “Il regno del tempio di cristallo“. Se non lo avete mai visto guardatelo e anche se lo avete già visto rivedetelo perché lo ritengo uno dei più bei film di questo genere.

Il libro di questa settimana è “La governante” di Csaba Dalla Zorza che, forse, conoscete come esperta di cucina per i suoi libri e per la sua presenza in programmi di cooking. La scrittrice ci racconta della scelta di un cambiamento nella vita di una donna che, apparentemente, ha avuto tutto: una posizione lavorativa di grande prestigio, una bella casa, un marito e dei figli ben realizzati. Ma arrivata al traguardo dei sessant’anni decide di abbandonare tutto quanto per dedicarsi, finalmente, a sé stessa. Particolare curioso: la voce narrante sembra, al principio, quella della figlia ma, mentre la storia si dipana, il lettore si accorge che, in realtà si tratta del figlio.

Interessante anche per essere un ritratto efficace di una borghesia colta milanese.

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