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Una nuova idea di famiglia

Tempo di lettura: 4 minuti

Martina Sta facendo un pisolino sullo sdraio all’ombra della tettoia dei cavalli. L’accarezza un venticello fresco anche se la giornata è torrida. Stropiccia la bocca con gli occhi chiusi per il solletico che sente, come quando un gattino viene a svegliarti annusandoti e con i suoi baffetti, sfiorandoti delicatamente le guance… Martina sorride e apre gli occhi. Davanti a sé, a 10 centimetri, il naso paffuto di Kafka che negli ultimi pomeriggi ha preso l’abitudine di fare il pisolino con lei. Richiudendo gli occhi e carezzando il musone a penzoloni sul suo viso, Martina si chiede se sia normale fare un sonnellino con un cavallo e continua a sorridere beata.

Kafka

Martina è una donna di 31 anni. Una giovane vita cosparsa di traslochi e trasferimenti in diverse regioni italiane. Il padre da una parte, la madre da un’altra. Un mestiere di fotografa poi evoluto fino a Communication Manager in una azienda lombarda. Ma, infine, l’evoluzione è divenuta fare i pisolini con il suo cavallo Kafka a Vallunga in Val Nure, luogo poco battuto dalle rotte turistiche, a 30 minuti da Piacenza che lei descrive come «Costellato di sagre e feste di paese da giugno a ottobre, tanto verde e persone sorridenti».

Mirko

Non è sola, la nuova vita è condivisa con il suo compagno Mirko, 34 anni, uomo solido, concreto, lombardo; lei racconta; «Ricordo che durante una delle prime uscite insieme gli feci una domanda che mi tormentava, di cui sapevo già la risposta, ma non riuscivo a capire come fosse possibile: “Ma tu sei felice così? Sarai felice di andare in pensione in questa azienda dove sei da sempre, circondato dalle persone e i luoghi di sempre?” Lui rispose sì… ignaro di cosa il mio mondo avrebbe portato nel suo».
Già, eccoci qua, un posto incantevole, una rivoluzione esistenziale. Con Martina e Mirko vivono Kafka e Hilton, due bellissimi cavalli, maschio e femmina.

Mirko, Hilton e Martina

Continua il racconto Martina: «Penso spesso di aver vissuto molte vite in una, pur essendo così giovane, agli sgoccioli di questo grande cambiamento ho desiderato fortemente che fosse l’ultimo. Ho desiderato fortemente che questo fosse il luogo dove evolvere da qui in avanti. Perché tra evolvere e cambiare c’è un abisso. Oggi il ‘job title’ che sogno è moglie, mamma, amica, figlia».

Hilton e Mirko

Domando: questo vale per tutti due? Risposta: «Noi evolviamo insieme. Lui trova la diversificazione delle giornate, l’adrenalina scaturita da un progetto nuovo. Io trovo stabilità, fiducia. Trovo un suolo fertile dove le radici crescono senza nemmeno che io me ne accorga, trovo una nuova idea di famiglia. La nostra coppia è stata una reciproca contaminazione, da sempre e da subito».

Martina e Kafka

E i cavalli cosa c’entrano?
«La domanda “con i cavalli che ci fate?” è ricorrente. Io vorrei rispondere in modo molto netto e divisivo nel mondo equestre “con tuo figlio/il tuo cane/il tuo amico che ci fai?”
Il senso generale del tutto non arriva dal dover dare loro uno scopo in questo progetto. Deriva dal dar loro la possibilità di non essere quel genere di cavallo che si deve meritare di vivere, magari saltando gli ostacoli per il suo proprietario. Dare loro la possibilità di essere semplicemente e meravigliosamente un cavallo, che bruca come la sua natura vuole. Quindi il senso è dare a ogni attore il suo contesto: a noi umani una dimensione migliore in cui vivere in modo più genuino, autentico e più vicino alla nostra natura come specie. Ai cavalli un luogo dove vivere allineati con le loro esigenze etologiche e non con le esigenze che l’uomo ha nei confronti di un cavallo»
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Mirko e Kafka

Quindi una sorta di evoluzione anche per i cavalli?
«Si abbiamo un progetto “con” i cavalli: dare la possibilità a chi la pensa come noi di poter portare il proprio cavallo qui, nei nostri prati. Perché molti proprietari si scontrano con la gestione nelle scuderie; qui invece possono dare al cavallo la vita che si merita, senza pressioni. Insieme a noi possono dare al cavallo una vita che rispetti la sua natura che non è certo quella di servire l’ego umano che non ha nulla a che fare con il benessere del cavallo».

Mirko e Martina
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